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Venezia, morta dopo due anni di coma lʼagente Sissy Trovato Mazza: le avevano sparato alla testa

Era in coma dallʼ1 novembre del 2016. Eʼ ancora un mistero chi lʼha aggredita. Entro aprile i magistrati dovranno decidere se archiviare lʼinchiesta o procedere

E' morta dopo due anni di agonia, Maria Teresa Trovato Mazza, la poliziotta penitenziaria trovata ferita con un colpo di pistola alla testa in un'ascensore di un'ospedale di Venezia. Sissy, così tutti la chiamavano, era originaria di Taurianova (Reggio Calabria) ma lavorava nel carcere femminile della Giudecca. All'inizio si pensava che fosse stata lei stessa a spararsi ma le successive indagini hanno di fatto aperto la strada all'ipotesi dell'omicidio.

I familiari di Sissy ancora non si danno pace da quell'1 novembre 2016 quando, in circostanze ancora non del tutto chiarite, venne trovata priva di sensi, gravemente ferita da un colpo di arma da fuoco alla testa, in un ascensore dell'Ospedale civile di Venezia, dove si era recata per eseguire un controllo su una detenuta che aveva da poco partorito. Da allora è cominciata una lunga e dura battaglia per la vita tra operazioni e spostamenti, mentre i suoi familiari, denunciando silenzi e incongruenze nelle indagini, continuano a chiedere che venga fatta luce su quanto accaduto quel giorno.

"La scomparsa della giovane agente di Polizia Penitenziaria Sissy Trovato Mazza dopo due anni di agonia e sofferenza è una notizia tristissima che addolora profondamente tutti, familiari, amici e l'intera Amministrazione della quale faceva parte". Lo ha detto il Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Francesco Basentini. "La sua battaglia - prosegue Basentini - si è conclusa ieri sera. Ma io mi auguro che la stessa determinazione con la quale Sissy ha dimostrato di voler rimanere aggrappata alla vita sia da sprono, ora più che mai, per l'accertamento della verità e venga fatta finalmente piena luce su quanto accaduto quel terribile giorno. Lo dobbiamo a lei, alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti i suoi colleghi, che non hanno mai smesso di innalzare una preghiera per lei in questi due anni".

Dissidi sul lavoro? - La famiglia di Sissy non ha mai accettato l'ipotesi del suicidio: era una ragazza allegra e non aveva alcun motivo per togliersi la vita. Secondo loro l'unico problema nella vita di Sissy era il lavoro, avrebbe scoperto degli abusi nel carcere della Giudecca e cercava di contrastarli. Ai suoi superiori aveva denunciato lo spaccio di droga dentro il carcere e anche comportamenti illeciti di alcune sue colleghe. Ma tali denunce non si sono trasformate in inchieste ma in procedimenti disciplinari nei suoi confronti. Entro aprile i giudici che indagano dovranno dire se archiviare il caso, propendendo per l'ipotesi tentato suicidio, o procedere con l'inchiesta per omicidio.

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