L'omicidio di Samarate

Varese, uccise la moglie che lo aveva lasciato: condannato all'ergastolo

Teresa Stabile venne accoltellata a morte nel cortile di casa dal coniuge Vincenzo Gerardi, 58 anni, che non aveva accettato la separazione

24 Lug 2026 - 18:01
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La Corte d'Assise di Busto Arsizio ha condannato all'ergastolo Vincenzo Gerardi, 58 anni, per l'omicidio della moglie Teresa Stabile, uccisa con 16 coltellate il 16 aprile 2025 nel cortile del complesso residenziale di Samarate (Varese) dove la coppia, ormai separata di fatto, viveva in appartamenti distinti. 

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L'omicidio dopo la separazione

 La sentenza, emessa dalla Corte presieduta da Giuseppe Fazio, ha accolto integralmente la richiesta del pubblico ministero Ciro Caramore, riconoscendo le aggravanti della premeditazione e degli atti persecutori. Ai genitori, ai due figli e alla sorella della vittima è stata inoltre riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di 880 mila euro. Secondo l'accusa, Gerardi avrebbe esercitato per anni un controllo ossessivo e una continua sopraffazione nei confronti della moglie, fino a ucciderla quando la donna aveva deciso di porre fine al matrimonio, chiedendo la separazione nel dicembre 2024 dopo 32 anni di vita insieme. 

L'aggravante della gelosia

 Nel corso della requisitoria, il pm ha escluso che il delitto sia stato determinato da una gelosia patologica, ricordando che la perizia psichiatrica ha giudicato l'imputato pienamente capace di intendere e di volere. Richiamando la giurisprudenza della Cassazione, il magistrato ha inoltre sostenuto che la gelosia non rappresenta un'attenuante, ma può configurare un motivo aggravante. Per la Procura, anche le lettere lasciate dall'imputato ai figli prima del delitto dimostrerebbero l'esistenza di un progetto omicida e suicidario pianificato ben prima dell'aggressione.

Ergastolo emotivo per i familiari

 Le parti civili hanno chiesto la massima pena, parlando di un "ergastolo emotivo" destinato ai familiari della vittima e sostenendo che Gerardi non abbia mai manifestato un sincero pentimento. Arrestato in flagranza e reo confesso, l'uomo ha sempre ammesso di aver ucciso la moglie, negando però la premeditazione.

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