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Uno bianca, la Procura di Bologna farà accertamenti sul suicidio di Gugliotta

L'ex poliziotto, trovato senza vita l'8 gennaio scorso in Friuli, avrebbe dovuto essere sentito dagli investigatori.

11 Mag 2026 - 19:54
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 © ansa

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Quello di Pietro Gugliotta, gregario della banda della Uno bianca, è un suicidio che i magistrati vogliono capire. Per quali motivi l'ex poliziotto 65enne, scarcerato a Bologna dalla Dozza nel 2008, si è tolto la vita, impiccandosi, nella sua abitazione a Colle d'Arba, in provincia di Pordenone?

Gli investigatori vogliono acquisire tutte le carte degli accertamenti eseguiti dopo la morte, a cominciare dalla relazione del medico legale. Gli inquirenti inoltre hanno intenzione di sentire il medico stesso, assieme ai familiari dell'uomo e alle persone a lui più vicine: si vuole insomma capire se il suicidio sia dovuto a problemi familiari.

In realtà i magistrati avevano già messo Pietro Gugliotta in lista per sentirlo, anche se non era stata fissata alcuna data prima della sua morte. Le circostanze della sua scomparsa sono ancora più indispensabili da chiarire anche in virtù dell'intervista rilasciata da Roberto Savi dove si parla di Servizi segreti.

Gugliotta era stato arrestato il 25 novembre 1994 mentre si trovava in servizio nella sala operativa della Questura di Bologna. A lui furono contestati una rapina e l'appoggio logistico dato ai fratelli Savi tra il 1987 e il 1994, quando la banda terrorizzò Emilia Romagna e Marche, provocando 24 morti e oltre cento feriti. Condannato a 20 anni, era stato scarcerato nel 2008 dopo soli 14 anni di permanenza nel carcere bolognese della Dozza.

La notizia della morte di Pietro Gugliotta  ha lasciato tutti perplessi, dai magistrati, ai familiari delle vittime, che l'hanno sempre considerato più di un gregario e avevano inutilmente chiesto un supplemento d'indagine su di lui.