Stasera su Rete 4

Uno Bianca, Fabio Savi smentisce il fratello a "Quarto Grado": "Non c'era alcuna strategia, nessuno ci ha coperto"

L'ex poliziotto e killer chiede di essere sentito dalla Procura: "Protetto io? Da 32 anni sono in carcere. Una lettera di scuse non la scriverò, ecco perché"

29 Mag 2026 - 08:17
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 © Ufficio stampa

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"Non c'era nessuna strategia del terrore". La verità di Fabio Savi, ex poliziotto e killer della banda della Uno Bianca, smentisce il fratello Roberto che nelle scorse settimane aveva alluso a una copertura dei servizi segreti nei delitti commessi tra l'87 e il 94 tra Marche ed Emilia Romagna. Fabio Savi affida la sua confessione ai microfoni di "Quarto Grado", nella puntata che andrà in onda stasera, 29 maggio, su Rete 4. 

L'intervista esclusiva

 Su "Quarto Grado" torna lo "Speciale carceri". Francesca Carollo ha intervistato in esclusiva Fabio Savi, uno dei fratelli della Banda della Uno bianca, condannato all’ergastolo per i reati che il gruppo criminale commise tra Emilia-Romagna e Marche dal 1987 al 1994.

"Chiedo di essere ascoltato dalla procura"

 Nessuna copertura né servizi segreti coinvolti, è la replica di Fabio Savi al freatello Roberto che in una trasmissione televisiva aveva parlato di una copertura dei servizi nei delitti commessi dalla banda. "Come poteva mio fratello stare tre giorni a Roma ogni settimana con i turni di servizio che non lo permettevano?". E neppure coperture: "Protetto io? Sono in galera da 32 anni...".

"Non chiedo scusa, sarebbe strumentale"

 Per Fabio Savi l'unico movente è era uno: il denaro. "Dietro la Uno Bianca c’erano solo una targa, un paraurti e i fanalini", dice citando una sua stessa frase. Freddo quando parla delle vittime: "Ricordo i volti, non tutti, ma non voglio parlarne". Le scuse? "Sono 20 anni che mi esortano a scrivere una lettera. Non l’ho mai fatto perché sarebbe utilitaristico e strumentale".