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Tragedia in discoteca, parla il buttafuori: "Mi sento colpevole,non ero preparato"

Lʼuomo era in servizio nel locale Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) lo scorso venerdì quando sei persone sono morte in seguito a un fuggi fuggi generale causato da uno spray al peperoncino

"Mi sento in colpa, potevo fare di più. Era la prima volta che lavoravo in quel locale". A parlare è uno dei buttafuori della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) dove la notte dello scorso venerdì cinque ragazzini e una mamma di 39 anni hanno perso la vita a causa di un fuggi fuggi generale scatenato dall'utilizzo nel locale di uno spray al peperoncino. L'uomo ha assistito al caos che ha portato alla tragedia e ora non riesce a pensare ad altro, a togliersi quelle immagini davanti agli occhi, mentre le urla disperate delle vittime continuano a rimbombare nelle sue orecchie. "Vedevo corpi schiacciati, mi chiedevano aiuto da tutte le parti e io non riuscivo ad aiutare tutti. E' stato terribile", ha detto nell'intervista concessa a Enrico Fedocci.

"Era la mia prima volta alla Lanterna Azzurra. Tutto è partito dallo spray che ha creato il panico, ho visto il palco svuotarsi e poi le persone sono corse fuori, per un po' sono stato spinto anche io. Mi sono trovato proprio vicino alla porta dove è crollata la balaustra. Sentivo urla, mi chiedevano aiuto, ho visto persone schiacciate. Penso che potevo fare di più, non ero preparato a gestire una situazione simile. Posso dire solo di averci provato e di averci messo il cuore che ora però è spezzato perché avrei voluto salvare quelle vite", ha raccontato l'uomo. E sull'inchiesta in Procura: "So che potrei finire nel registro degli indagati, non mi fa paura, sono a piena disposizione delle autorità e credo nella giustizia. Anche se venissi condannato, il giudice non potrebbe mai infliggermi punizione maggiore di quella che sto vivendo: il senso di colpa per la tragedia".

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