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Arezzo, Pacini non risponde ai pm: "Ha capito di aver ucciso un uomo" | Migliaia in piazza per lui al grido di "Io sto con Fredy"

Dallʼautopsia effettuata sul corpo del moldavo ucciso sarebbero emersi dubbi sulla dinamica del colpo mortale

A sorpresa Fredy Pacini, l'imprenditore di Monte San Savino (Arezzo) che ha sparato a un ladro che tentava di rubare nella sua azienda, uccidendolo, è crollato in un pianto a dirotto nell'ufficio del pm dove doveva essere interrogato. "Oggi ha realizzato appieno di aver ucciso un uomo", si commenta in procura. Ma la rinuncia a rispondere alle domande del pm sarebbe legata anche ad alcuni dubbi sulla dinamica del fatto emersi dall'autopsia.

L'esame autoptico effettuato sul cadavere del moldavo Vitalie Tonjoc non avrebbe dato tutte le risposte che la difesa aspettava, ponendo qualche rebus. "Le traiettorie sono ancora indefinite", hanno spiegato gli avvocati Giacomo Chiuchini e Alessandra Cheli, i quali hanno chiesto al pm un nuovo sopralluogo a Monte San Savino.

L'autopsia ha accertato che il moldavo è stato raggiunto da due colpi. Uno, vicino a un ginocchio e frontale, ma l'altro, andato più in alto, definito "fronto-laterale", ha colpito il ladro all'altezza del bacino lesionando un'arteria femorale. E' il colpo mortale. Il 29enne, ha detto sempre l'autopsia, è morto per una emorragia interna, "uno choc emorragico" causato da questo sparo. E ora per i difensori ci sono "criticità sulla direzione di questo proiettile", tali da far rinviare l'interrogatorio fra 60 giorni quando sarà disponibile la relazione del medico legale.

Alla domanda su quale fosse la "criticità" i legali si sono trincerati dietro il segreto istruttorio, spiegando però che ci sono sul tavolo almeno tre ipotesi. La ricostruzione balistica sposta parecchio la questione della legittima difesa e in particolare dell'eventuale eccesso, cioé l'accusa mossa con l'omicidio colposo a Fredy Pacini.

Intanto gli investigatori hanno scoperto che il moldavo ucciso aveva numerosi precedenti per furti in Italia e che la procura di Milano lo cercava in esecuzione di un'ordine di carcerazione. In Italia era rientrato a settembre con un passaporto col cognome della moglie, cosa legale in Moldavia ma anche un modo per non farsi identificare in caso di controlli delle forze dell'ordine italiane.

In migliaia in piazza per Pacini - Oltre 1.500 persone hanno partecipato alla fiaccolata a Monte San Savino promossa in sostegno di Fredy Pacini. Tra i manifestanti anche persone arrivate da altre città della Toscana e anche dall'Umbria. Ad aprire la fiaccolata uno striscione con scritto "Io sto con Fredy". Lo stesso slogan è stato ripetuto più volte dai manifestanti, accompagnato da applausi. Tra le altre grida "Difesa sempre legittima" e "Legittima difesa". Il corteo ha sfilato per le vie del centro storico con anche conseguenze per il traffico rimasto temporaneamente bloccato.

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