"Abbiamo sentito urla, forti". Con queste parole, una vicina di casa ricostruisce all’inviata di "Morning News" ciò che è accaduto il 15 agosto 2026, giorno della morte di Tania Terrin, la 39enne uccisa nella sua abitazione di Dolo, in provincia di Venezia.
Secondo la ricostruzione, la donna sarebbe stata colpita a morte dall’ex compagno, Dino Keber, 43 anni, che dopo il delitto si è tolto la vita impiccandosi nel proprio appartamento.
La vicina racconta i momenti concitati che hanno preceduto la scoperta del corpo: "Ho visto la madre, che è venuta a bussare alla porta per capire se Tania fosse in casa. Secondo me immaginava che la figlia fosse in pericolo". Una sensazione che, col senno di poi, appare tragicamente fondata.
La porta dell’abitazione, però, è rimasta chiusa fino all’arrivo dei carabinieri, che l’hanno aperta dopo vari tentativi. "Sono entrati anche da me, per chiedere se ci fossero finestre da cui poter accedere alla casa di Tania", spiega la donna, ricordando l’agitazione di quei minuti e il timore che qualcosa di grave fosse accaduto. Poi aggiunge, con un filo di voce: "Era una ragazza buona".
