FOTO24 VIDEO24 Logo Mediaset ComingSoon.it Donne logo mastergame Grazia Meteo.it People sportmediaset_negative sportmediaset_positive TGCOM24 meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Speleologo bloccato in grotta del Friuli, risalita rinviata a lunedì

Lo slittamento del soccorso è dovuto al fatto che la barella non entrava nella cavità

E' stata rinviata a lunedì la risalita dello speleologo triestino, Stefano Guarniero, 33 anni, intrappolato da sabto a 200 metri di profondità sul Monte Canin, in Friuli. Lo rende noto il Soccorso Alpino e Speleologico del Fvg spiegando che il rinvio del soccorso è dovuto al fatto che la barella non entrava nella cavità.

Friuli, speleologo bloccato a 200 metri di profondità

L'errore di "misurazione" - Quando i soccorritori hanno provato a far scendere la barella, si sono resi conto che l'opera di disostruzione non era andata a buon fine e che la barella non passava. La squadra è quindi riemersa e si sono nuovamente calati i disostruttori per allargare ulteriormente i passaggi con le cariche esplosive. Tutto rimandato a lunedì mattina, quando una volta perfezionato il lavoro, i soccorritori potranno calarsi velocemente e iniziare la risalita assieme al ferito.

Speleologo bloccato in grotta dopo una caduta - Guarniero, che è anche infermiere, è rimasto bloccato dopo una caduta di venti metri mentre era in esplorazione in una grotta che si trova a quota 2.200 metri. E' ferito all'addome e ad un braccio, ma le sue condizioni sono considerate stazionarie. Durante tutte queste ore lo speleologo è stato assistito dal personale medico specializzato giunto sul posto subito dopo l'allerta.

Al momento dell'incidente Stefano Guarniero si trovava insieme a ad alcuni amici. Subito dopo la caduta, uno di loro è rimasto sul luogo dell'infortunio insieme a lui, mentre gli altri si sono spostati per dare l'allerta che è scattata verso le 16 di sabato. Poco dopo l'allarme, sul posto sono arrivati gli uomini del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) del Friuli Venezia Giulia, insieme ai colleghi di altre regioni vicine, così come l'elicottero e i tecnici della Protezione civile.

Dalle due di sabato notte si è aggiunta anche una squadra di disostruttori, arrivati sul posto con un elicottero dell'Esercito.

L'accesso dei soccorritori da una seconda entrata - Fondamentale per velocizzare le operazioni, è stata la scelta operata dai tecnici del Soccorso alpino di utilizzare un secondo varco naturale di ingresso della groppa rispetto a quello utilizzato dal ferito e dai suoi compagni, varco che si trova a 100 metri di dislivello dal luogo dell'incidente, aprendo la via togliendo il ghiaccio che la bloccava. Una decisione che ha portato così anche a ridurre i rischi per gli stessi tecnici del soccorso che hanno potuto evitare alcuni passaggi stretti necessari per il recupero del ferito: in particolare, si sono evitati circa trenta metri di strettoia e il dover percorrere un pozzo di ghiaccio lungo circa 130 metri.

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali