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Sopravvissuto al mostro di Firenze dopo 50 anni racconta: “Vidi il sangue di mia madre e iniziai a piangere”

La madre di Natalino Mele fu uccisa dal presunto serial killer davanti ai suoi occhi

“Vedendo che era con la testa così, la chiamavo non mi rispondeva, cominciai a piangere”, è così che Natalino Mele ricorda la terribile notte in cui sua madre fu uccisa proprio davanti ai suoi occhi dal mostro di Firenze. Era la sera del 21 agosto 1968: l’uomo, allora solo un bambino di 6 anni, dormiva sul sedile posteriore dell’Alfa Romeno Giulietta quando spararono a Barbara Locci e ad Antonio Lo Bianco. Furono le prime due vittime della Beretta calibro 22.

Quel bimbo fu l’unico a sopravvivere al serial killer italiano. Molte volte gli è stato chiesto chi fosse l’uomo che sparò a sua madre, ma Natalino non lo ha mai visto in faccia: “Io dormivo. Sa quante volte ci ho pensato?”. All’epoca fu sottoposto a molti interrogatori, ma il viso del killer rimase sempre nascosto nell’ombra della sua mente.

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