NELL'IMPERIESE

Triora, sindaco rinuncia da otto anni allo stipendio: "È un atto d'amore"

In quasi dieci anni il primo cittadino, Massimo Di Fazio, ha fatto rimanere nelle casse del Comune circa 160mila euro 

18 Ago 2026 - 09:27
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 © Comune di Triora

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Da Triora, piccolo Comune dell'alta valle Argentina, in provincia di Imperia, arriva la storia del "sindaco generoso". Il primo cittadino, Massimo Di Fazio, da otto anni ha scelto di rinunciare al suo stipendio. Si tratta di una somma di 1.659 euro lordi al mese alla quale Di Fazio ha rinunciato, con una dichiarazione formalmente accettata dal Comune, dal giorno stesso in cui è stato eletto nel 2018. Il conto è presto fatto. In quasi dieci anni il sindaco ha donato al Comune una somma pari a 160mila euro. "Lo faccio per amore", ha affermato Massimo Di Fazio a La Stampa

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L'amore per Triora

 "La mia vita è stata segnata dalla morte di papà, quando avevo appena nove anni. Un evento tragico che mi ha obbligato a maturare precocemente, sviluppando un profondo senso di responsabilità, uno spirito di sacrificio e una spiccata attenzione verso il prossimo e verso chi ha bisogno. Fin da ragazzo la montagna mi ha stregato, per questo mi sono innamorato di Triora. Un legame profondo che mi ha spinto a scegliere come casa per la mia famiglia", afferma il primo cittadino. "Ho deciso di crescere qui i miei due figli, in un contesto autentico, fondato sui valori storici della comunità montana, del muto soccorso e dell'unione", continua. 

© Wikipedia

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Vista panoramica di Triora

Di Fazio: "Amministrare è un atto d'amore"

 "A 20 anni sono diventato imprenditore. Ho aperto la partita iva e ancora oggi è il mio lavoro. Per questo ho deciso di rinunciare allo stipendio, perché amministrare è un atto di puro servizio e amore verso la propria terra. E i soldi che dovrebbero essere destinati al sindaco è meglio che restino nelle casse del Comune per essere impiegati nei lavori di manutenzione ordinaria, che sono così importanti per una comunità come la nostra", precisa di Fazio in merito alle motivazioni che lo hanno spinto a rinunciare alla retribuzione mensile.

La sfida: amministrare un vasto territorio con poche risorse

 Di Fazio è al secondo mandato consecutivo da sindaco. Un'esperienza appagante ma, al tempo stesso, complessa a causa di un territorio, quello di Triora, molto vasto da amministrare a fronte di un Comune con appena 390 residenti. "Triora ha il territorio comunale più vasto dell'intera provincia di Imperia, il settimo in tutta la Liguria. Un'area immensa suddivisa in 11 frazioni che richiedono la gestione di 11 acquedotti autonomi, 11 impianti di depurazione e chilometri di infrastrutture montane", spiega. "Il tutto dovendo fare i conti con una macchina amministrativa ridotta all'essenziale: gli uffici comunali contano infatti soltanto tre dipendenti (uno allo sportello, uno all'anagrafe e un ragioniere), oltre a una segreteria a scavalco e un ufficio tecnico attivo per sole 12 ore a settimana. Per supplire a questa carenza di personale e garantire i servizi essenziali, mettiamo a disposizione della comunità tantissime ore di costante lavoro di volontariato sul campo. Non esistendo un operaio comunale tocca a noi amministratori occuparci della piccole manutenzioni. Lo stesso sono andato più volte a effettuare delle riparazioni. È questo lo spirito del paese, tutti si aiutano", aggiunge Di Fazio.

Di Fazio: "Straordinari i risultati ottenuti in otto anni"

 Nonostante i mezzi a disposizione siano limitati, il sindaco considera "straordinari" i risultati ottenuti in otto anni di amministrazione. "Il comune di Triora è riuscito ad attrarre e portare nelle proprie casse quasi 20 milioni di finanziamenti, destinati a opere pubbliche, sicurezza del territorio e rilancio del borgo. Tra le frazioni del nostro Comune c'è anche Monesi, rinomata località sciistica che stiamo cercando di recuperare e valorizzare, puntando anche sul biking", dice.

La richiesta negata dalla Corte dei Conti

 Durante le scorse settimane Massimo Di Fazio si è rivolto alla Corte dei Conti chiedendo un parere in merito alla possibilità di far cessare gli effetti della rinuncia allo stipendio da sindaco limitatamente ai 500 euro di aumento di indennità (in vigore dal 2024 per effetto della legge di bilancio) in quanto esclusi dall'accordo siglato a inizio 2018. Obiettivo? Incassare i 500 euro per poi donarli al Comune. La risposta dell'organo di controllo, però, è stato negativa: "Trovo davvero poco carino e ingiusto che lo Stato non permetta di far rimanere nelle casse comunali la quota di aumento dell'indennità quando un sindaco decide di rinunciarci. Per un piccolo Comune di montagna anche solo cento euro sono vitali per coprire una manutenzione o sostenere un servizio. Il nostro unico obiettivo è ed è sempre stato far rimanere ogni singola risorsa a beneficio diretto della comunità di Triora", conclude. 

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