OPERAZIONE DEI ROS

Trapani, arrestato imprenditore vicino a boss Messina Denaro

Rosario Firenze avrebbe finanziato la latitanza del capo mafioso e avrebbe manipolato delle aste per l'appalto di lavori pubblici

14 Dic 2016 - 10:20

I carabinieri del Comando provinciale di Trapani e del Ros stanno eseguendo due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un imprenditore di Castelvetrano, Rosario Firenze, e del geometra Salvatore Sciacca: sono accusati di associazione mafiosa, fittizia intestazione di beni, turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso e trasferimento fraudolento di beni. Il denaro ricavato finiva nelle tasche del boss latitante Matteo Messina Denaro.

Sono stati la Dda di Palermo e il procuratore Francesco Lo Voi a guidare la ricerca del boss latitante Matteo Messina Denaro che ha portato all'incarcerazione di Firenze. Anche il suo faccendiere, il geometra Sciacca, è finito ai domiciliari ed è stato imposto il divieto di esercizio agli imprenditori Giacomo Calcara, Benedetto Cusumano, Fedele D'Alberti e Filippo Tolomeo, tutti di Castelvetrano.

Le indagini iniziate nel gennaio 2014 hanno documentato la vita del clan mafioso di Castelvetrano e la sua capacità di infiltrarsi nei lavori pubblici. Infatti malgrado il provvedimento interdittivo della Procura di Trapani, Firenze intestando le società ai fratelli era riuscito a partecipare a diverse gare d'appalto per la realizzazione della condotta fognaria di via Maria Montessori, la manutenzione ordinaria di strade e fognature comunali nel 2014 e la demolizione di fabbricati dell'ex area autoparco comunale di Piazza Bertani.  

Inoltre l'imprenditore prometteva l'assegnazione di lavori pubblici a ditte compiacenti in cambio di subappalti. Riusciva, infatti, a modificare le percentuali d'offerta a base d'asta grazie alle protezione di cui godeva all'interno dell'ufficio tecnico del Comune di Castelvetrano vista la sua vicinanza a Cosa nostra.

A fare da collegamento tra Firenze e i dirigenti comunali era, secondo gli inquirenti, Salvatore Sciacca che collaborava anche con 
i due fratelli del costruttore e i a quattro imprenditori edili castelvetranesi titolari di due imprese satelliti, la Concordia Costruzioni e la Multicostruzioni soc.

Firenze era il punto di rifereimento della mafia sul territorio del Belice versando somme di denaro per il sostentamento del boss Messina Denaro durante la latitanza. Su questi traffici è stato possibile fare luce anche grazie al collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno sequestrato beni per il valore di 6 miliardi di euro tra cui le due ditte e il complesso aziendale di Firenze.

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