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Naufragio nel Mediterraneo, 80 migranti morti annegati

Migliaia di persone salvate in mare in arrivo nei porti italiani. Esplode la polemica politica

Naufragio nel Mediterraneo, 80 migranti morti annegati

Circa 80 migranti sarebbero morti nel mare Mediterraneo in un naufragio avvenuto nei giorni scorsi. Lo hanno riferito i superstiti, una quarantina di persone, che erano a bordo del pattugliatore Fiorillo che ha portato a Pozzallo, nel Ragusano, 407 migranti. I migranti erano a bordo di un gommone sovraccarico che ha iniziato a imbarcare acqua. Una ottantina di loro sono finiti in mare e poi annegati. La procura di Ragusa apre indagine.

Secondo quanto ricostruito dai superstiti arrivati a Pozzallo (Ragusa), i migranti, in tutto circa 120, erano partiti dalla Libia a bordo di un gommone che, anche sovraccarico, ha imbarcato acqua. Un'ottantina dei passeggeri sono finiti in mare. Gli altri sono rimasti in acqua per molto tempo fino all'arrivo dei soccorritori che li hanno tratti in salvo.

Oltre seimila migranti in arrivo nei porti - Solo nelle ultime 24 ore nei porti siciliani e calabresi sono arrivati 2.120 migranti, ma se ne aspettano molti di più perché i salvataggi in questo fine settimana hanno coinvolto, come ha verificato l'Unhcr, oltre seimila persone che hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l'Italia, "complice" un Canale di Sicilia poco mosso che evidentemente ha favorito le partenze dal nord Africa.

Unhcr: "Salvataggi in mare necessari" - Le cifre dei flussi dimostrano, secondo l'Unhcr, come il salvataggio in mare "ora sia più cruciale che mai" e spingono l'Alto Commissario per i Rifugiati, Filippo Grandi, a esortare "ulteriori sforzi per salvare le persone lungo questa rotta pericolosa", ad elogiare la Guardia Costiera italiana e difendere l'operato delle ong, nel mirino delle polemiche negli ultimi giorni in Italia per presunte collusioni con i trafficanti.

In 985 ad Augusta, donna partorisce feto morto - Sono 985 i migranti, quasi tutti di nazionalità sub-sahariana, giunti nel porto commerciale di Augusta sulla nave Gregoretti della Guardia costiera. Tra loro 155 donne, delle quali 32 incinta e alcune già al nono mese di gravidanza. Una sessantina i minori non accompagnati e almeno una decina i neonati. All'arrivo al porto, il personale medico ha fatto anche una scoperta: una nigeriana di 27 anni aveva partorito un feto morto. La donna è stata trasferita in ospedale ma le sue condizioni sono buone.

La polemica politica non si assopisce - I massicci arrivi del fine settimana hanno rinfocolato la polemica politica. Ed è da Forza Italia che arrivano le sferzate. "Adesso basta. Il governo italiano non può assistere in maniera inerte all'invasione quotidiana di migranti nel nostro Paese" dice Paolo Romani, presidente del gruppo FI al Senato, al quale fa eco Maurizio Gasparri: "Oltre 3000 clandestini in arrivo in Italia. Ma il governo italiano dorme?". "L'Italia non può continuare ad accogliere indiscriminatamente, e giorno dopo giorno, una quantità di persone come questa. Le nostre città e il nostro sistema di accoglienza sono vicini al collasso" protesta Lucio Malan.

L'arcivescovo di Siracusa: "Non siate spettatori passivi delle tragedie" - A gettare acqua sul fuoco provvede mons. Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa. "Non possiamo rimanere spettatori passivi di tragedie che si consumano sotto i nostri occhi: prima fra tutte l'accoglienza degli immigrati, che non può essere elusa per le eventuali attività illecite connesse al fenomeno; le quali, se sussistono, vanno severamente represse, ma non devono però spegnere o attutire la voce della nostra coscienza, che non può non essere sensibile verso le sofferenze di tanti: uomini, donne, bambini costretti dalla guerra e dalla fame a lasciare i loro paesi".

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