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Coronavirus, i sindacati: "Centinaia di auto dal Nord verso la Sicilia" | Il Viminale a Musumeci: "Nessun flusso incontrollato" 

Nella serata di domenica il governatore della Sicilia aveva commentato: "Non è possibile e non accetto che accada"

Altra fuga verso la Sicilia, lunghe code per i traghetti

Domenica sera, in coincidenza con l'annuncio del nuovo decreto sul coronavirus, "si è registrato un consistente quanto pericoloso afflusso di auto all'imbarcadero di Villa San Giovanni sui traghetti privati per Messina". A denunciarlo è il segretario generale del sindacato Orsa, Mariano Massaro, che aggiunge: "Stiamo parlando di centinaia di automobili in marcia verso la Sicilia" che invece "dovrebbe essere abbondantemente blindata".
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"Visto lo stato di assoluta emergenza e il pericolo cui è esposta giornalmente la Regione Sicilia - prosegue il sindacalista - con i sistematici rientri che, in barba ai Decreti e alle Ordinanze, non si sono mai interrotti, il Presidente della Regione, nelle more dell'invocato intervento del Governo Nazionale, avrebbe dovuto utilizzare in tempo reale tutti i poteri di cui dispone per impedire l'ennesimo afflusso che espone l'isola al contagio di massa da Covid 19. Altresì criticabile la gestione del Governo centrale che ha annunciato il decreto del 22 marzo con largo anticipo rispetto all'effettiva entrata in vigore innescando, per la seconda volta, il fuggi, fuggi generale da nord verso sud. Nell'attuale condizione di emergenza che attiva fisiologiche emotività nella popolazione, ai confini col panico di massa, prima di annunciare il dettaglio dei decreti restrittivi - conclude Massaro - bisognerebbe attendere l'entrata in vigore".

 

Nella serata di domenica il governatore siciliano Nello Musumeci aveva scritto su Facebook: "Mi segnalano appena adesso che a Messina stanno sbarcando dalla Calabria molte persone non autorizzate. Non è possibile e non accetto che questo accada. Ho chiesto al prefetto di intervenire immediatamente. C’è un decreto del ministro delle Infrastrutture e del ministro della Salute che lo impedisce. Pretendo che quell’ordine venga rispettato e che vengano effettuati maggiori controlli alla partenza. Il governo nazionale intervenga perché noi siciliani non siamo carne da macello!"

 

Poco dopo, sempre sui social, Musumeci aveva precisato: "Ho appena avuto conferma dalla prefettura di Messina che saranno ulteriormente intensificati i controlli sullo Stretto. Possono passare, alla luce del provvedimento nazionale, SOLO i pendolari che svolgono servizio pubblico, come sanitari, forze armate e di polizia. BASTA. Stiamo facendo sacrifici enormi e bisogna dare certezze a tutti i cittadini che questa fase è seguita con impegno".

Il Viminale a Musumeci :"Nessun flusso incontrollato" "Non rispondono al vero le accuse del presidente Musumeci - mosse per di più in un momento in cui le istituzioni dovrebbero mostrarsi unite nel fronteggiare l'emergenza - secondo le quali sarebbe in atto un flusso incontrollato verso le coste siciliane, tant'è che domenica tutte le persone che hanno traghettato sono risultate legittimate a farlo". Lo precisa il Viminale replicando al governatore siciliano.

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