Malato di tumore lotta contro la burocrazia per sposare la compagna: "Non c'è più tempo"
Il sogno del matrimonio fermo davanti a un divorzio che non viene concesso da anni, nonostante le istanze urgenti corredate da certificazioni mediche
© Da Facebook
Si sono conosciuti online Michele Pignatelli e Sonia Sessa, davanti a un mazzo di carte di burraco virtuale. Una squadra che presto è diventata affiatata tanto nel gioco, quanto nella vita: lui di Napoli, lei di Augusta, si sono incontrati per la prima volta a Roma nel 2012 e da allora non si sono più lasciati. Adesso vorrebbero pronunciare il fatidico "sì", ma l'uomo è ancorato a un matrimonio precedente da cui non riesce a ottenere il divorzio.
Come è iniziata
Tra Michele e Sonia c'è stata intesa da subito. "Ci siamo amati dal primo istante", ha raccontato l'uomo a La Sicilia. "Avevo le ali ai piedi", gli fa eco la compagna. Un amore nato mentre sullo sfondo l'uomo stava vivendo dei momenti difficili, resi tali da una separazione lunga e tormentata che non ha risparmiato neanche i figli della coppia, tra scontri per l'affido e il mantenimento. Un iter giudiziale vissuto come "una guerra smisurata".
La svolta
Nel 2015 Michele ottiene il trasferimento ad Augusta come vigile del fuoco. Una gioia, quella del ricongiungimento, che si fa ancora più grande quando prima il figlio e poi la figlia vanno a vivere in Sicilia, accolti dalla donna come se fosse una madre. "Sonia è un angelo", racconta la ragazza. "Ho guadagnato due sorelle".
Contro malattia e burocrazia
C'è tutto: amore, figli, un nuovo posto da chiamare casa. A Sonia e Michele manca solo un sogno da realizzare, il matrimonio. I preparativi sono finiti, il momento sembra sempre più vicino, ma qualcosa si mette in mezzo: Michele non ha ancora ottenuto il divorzio. L'atto di negoziazione assistita per sciogliere il legame precedente con il consenso di entrambi era stato firmato dalle parti e dai loro legali nel 2021, ma non è mai stato depositato in Procura. L'accordo, quindi, è nullo: tutto da rifare. Ma nel frattempo Michele si ammala di tumore al polmone. La malattia è aggressiva, presto si creano delle metastasi al fegato. Intervento e chemioterapia non bastano a fermarla. A nulla sono servite, finora, le certificazioni mediche presentate dall'uomo per ottenere una sentenza parziale che consenta almeno il matrimonio. L'unica strada percorribile sembra quella del divorzio giudiziale, con un'udienza fissata il 5 marzo. "Voglio essere libero di dire: oggi sposo la donna che amo", racconta Michele. "Non c'è tempo".
