Vittorio Sgarbi assolto dall'accusa di riciclaggio per un quadro del Seicento
La procura aveva chiesto tre anni e quattro mesi di reclusione, assolto per insufficienza di prove. La difesa: il critico d'arte è finito nella "macchina del fango"
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L'accusa
Vittorio Sgarbi è stato assolto dall'accusa di riciclaggio in relazione al caso del quadro di Rutilio Manetti, "La cattura di San Pietro", per insufficienza di prove. Lo ha stabilito il tribunale di Reggio Emilia che, dopo un rito abbreviato, ha deciso di non dare seguito alla richiesta della Procura - guidata dal pm Gaetano Calogero Paci - di una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione. I magistrati attendono ora le motivazioni per valutare l’impugnazione.
Inizialmente, il fascicolo d'inchiesta era stato aperto a Macerata (dove Sgarbi ha il domicilio, a San Severino Marche, città di cui fu sindaco), ma è stata poi trasferita in Emilia dopo che il pittore Lino Frongia - davanti alle telecamere di Report e de Il Fatto Quotidiano nonché, successivamente, agli investigatori - raccontò di aver aggiunto una candela al dipinto proprio su richiesta del critico e storico dell'arte. All'inizio, gli investigatori avevano ipotizzato anche contraffazione e autoriciclaggio, ma entrambe le accuse erano state archiviate.
