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Scuola, oggi si torna in classe in Alto Adige | Azzolina: "Chiediamo sacrifici a tutti"

Anche a Milano riprendono i più piccoli. Ogni istituto avrà un referente Covid. Al Sud mancano i banchi, saranno consegnati a ottobre. I licei spezzano le classi: si parte con lezioni a distanza

Suona la campanella per gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano: sono loro i primi a rientrare in classe dopo il lockdown causato dal Covid-19. Nelle prossime due settimane toccherà alle altre Regioni. "Abbiamo lavorato tanto per minimizzare i rischi. E a scuola chiederemo un sacrificio a tutti, studenti e personale, per seguire regole e comportamenti", dice il ministro Azzolina.

"Abbiamo fatto lo sforzo di ascoltare tutti. La scuola non è un posto fatato, asettico, dove il rischio è zero. Dal 14 settembre la partita diventa molto sanitaria", dice ancora la Azzolina. C'è il dubbio sulle cattedre, si parla di 250mila posizioni vacanti. Lo strumento della "call veloce", che avrebbe consentito lo spostamento di insegnanti fuori regione non ha avuto un grande successo: 2.500 trasferimenti a fronte di 10mila domande. "E' uno strumento nuovo, ha margini di miglioramento", dice il ministro.

 

 

I banchi consegnati a ottobre - C'è anche il problema dei banchi che investe maggiormente il sud. Sono gli istituti del Meridione quelli che hanno fatto richieste maggiori al commissario Arcuri. Ma i milioni di banchi promessi ancora non arrivano. Arcuri ha parlato di consegne finali entro la fine di ottobre ma alcune ditte che hanno vinto il bando di gara hanno annunciato possibili slittamenti a novembre.

 

Classi spezzate e via alla didattica online - I ragazzi delle superiori, invece, dovranno attendere un po'. Da Nord a Sud gli istituti superiori hanno comunicato alle famiglie che la maggior parte delle classi saranno spezzate e si comincerà da dove si era finito cioè con la didattica a distanza (Dad). I presidi hanno privilegiato le prime e le quinte, a loro sarà garantita la presenza. Le altre classi dovranno appoggiarsi alla Dad. Alcuni istituti hanno optato per i turni: metà classe o un gruppetto di pochi segue a distanza e in sincrono. Altri per il tutti online o in aula. Nasce anche la categoria dello studente "presente ma fuori aula", quelli che resteranno a casa a turno ma con lavori specifici assegnati dai docenti. Sarà in molti casi una sperimentazione.

 

Debutta la figura del responsabile Covid - E poi c'è il debutto del responsabile Covid, un docente (nella maggior parte dei casi) che ha seguito un corso online del ministero. Sarà lui a gestire i "casi" sospetti all'interno della scuola seguendo le rigide norme sanitarie fissate dal Cts.

 

Arriva Alien negli asili di Milano: ecco come le educatrici in tenuta anti-Covid accoglieranno i bimbi, protesta social delle mamme

Non è stato un weekend sereno per le mamme milanesi che, attraverso un post su Facebook del Comune di Milano che annunciava per il 7 settembre la riapertura delle scuole dell'infanzia per i loro bimbi, hanno fatto un'amara scoperta. Un'educatrice ha postato nei commenti la foto della loro nuova divisa, la tuta anti-Covid, e subito è scoppiata la protesta dei genitori. Nella foto si vede il personale che accoglierà i piccoli alunni al loro rientro in aula e la didascalia che accompagna l'immagine, tra sarcasmo e denuncia, non lascia dubbi. "Noi educatrici ci presenteremo così a bambini di due anni che non ci vedono da 6 mesi: con camici in plastica (modello figurella x dimagrire). Neanche gli infermieri sono così". Con l'aggiunta piccata: "Il lavoro di organizzare la segnaletica fatta da noi, pulire da noi, senza parlare di zero giardino inagibile da 4 anni. Vergognoso, un'organizzazione cosi bassa nn l'ho mai vissuta in 22 anni di servizio". I commenti infuocati delle mamme contro il Comune non si sono fatti attendere. "Neanche in ospedale gli operatori sono conciati così, neanche in pediatria";"Cos'è questa divisa da Csi? Inammissibile"; "Mio figlio scapperà dopo due minuti". E le divise delle educatrici diventano una grana in più per il Comune, alle prese già con il fronteggiare proteste su orari di ingresso e altre nuove modalità organizzative che mandano su tutte le furie i genitori con più figli nelle scuole dell'infanzia 

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