L'aggressore si era dato alla fuga 

Litigano in spiaggia a Savona: morto un 37enne ferito con un coltello | 52enne bloccato a Milano

È accaduto nella giornata di domenica 5 luglio: l'aggressore sarebbe scappato tra i bagnanti dopo aver ferito la vittima 

06 Lug 2026 - 21:28
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 © Ansa

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È stato rintracciato a Milano l'uomo ritenuto l'accoltellatore di un 37enne colpito durante una lite in spiaggia a Savona, e poi deceduto in ospedale. Secondo quanto si è appreso è stato preso in consegna dalla polizia, che lo sta sentendo. Era fuggito subito dopo aver ferito la vittima.

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La vicenda

 Yassine Mirinioui, maghrebino di 37 anni, è morto a causa della gravissima ferita all'addome dopo essere stato ferito con un coltello nella giornata di domenica 5 luglio su un tratto di spiaggia libera a Savona. In base alle prime testimonianze raccolte sul posto, l'aggressione sarebbe scattata in seguito a una lite tra un gruppo di uomini. L'aggressore avrebbe ferito gravemente il 37enne e poi sarebbe scappato sul bagnasciuga verso ponente.

Subito sul posto si erano portati i soccorsi che hanno trasferito il 37enne all'ospedale San Paolo dove nella notte è stato operato. Nonostante le cure dei medici però l'uomo non ce l'ha fatta ed è deceduto.

Un omicidio che ha sconvolto la comunità savonese: una lite feroce, hanno detto alcuni bagnanti che sono stati testimoni di quanto accaduto sulla spiaggia. Qualcuno ha detto alla polizia di aver sentito dire all'aggressore: "Impara a comportarti meglio". Poi le coltellate da parte dell'assassino che si è costituito nel pomeriggio in commissariato a Lambrate: è un 52enne italiano, ora accusato di omicidio.

All'origine della lite ci sarebbero state tensioni sul posto-letto, tra due senza fissa dimora. A raccontarlo è stato proprio il 52enne che potrebbe essere a breve sottoposto a fermo congiunto di polizia e carabinieri. Si tratta di un uomo originario del Veneto ma residente a Savona anche se di fatto abituato a vivere ai margini, tra centri di accoglienza e palazzi dismessi, con qualche precedente per reati contro il patrimonio. "Non volevo ucciderlo", avrebbe detto agli investigatori delle Volanti che lo hanno sentito oggi in Questura, a Milano. Città che conosceva bene perché vi aveva vissuto nel 2023. Forse anche per questo ha deciso di costituirsi nel capoluogo lombardo. Saranno le indagini avviate dai carabinieri a chiarire definitivamente il movente.

 L'uomo era in arresto cardiaco quando è stato soccorso: intubato e stabilizzato, è stato portato immediatamente all'ospedale. Durante la notte le sue condizioni si sono aggravate tanto che è stato deciso un intervento d'urgenza. Ma Yassine non ce l'ha fatta e così è morto poco prima dell'alba di lunedì. Mentre Yassine ancora combatteva in ospedale tra la vita e la morte il suo aggressore ha continuato a scappare. Fino a un certo punto le telecamere hanno mostrato dove si trovava poi, alla fine, è stato lui stesso a chiamare il 112 per dire chi era e dov'era: "Sono a Lambrate, in un bar vicino al parco della Rimembranza". Il poliziotto che ha risposto l'ha tenuto al telefono fino a quando una volante del commissariato di Lambrate non è arrivata a prenderlo. È stato portato in commissariato per essere interrogato dalla squadra mobile. La sua fuga è finita in Lombardia. Adesso dovrà rispondere di omicidio.

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