si cercano tracce biologiche dell'omicida

Interprete dei vip ucciso a Milano, in passato aveva denunciato rapine in casa dopo incontri da app

Indagini serrate sulla morte di Roberto Pietro Guerrino: al vaglio gli ultimi contatti. Dall'appartamento mancano oggetti di valore, il mistero della statuina del Buddah e inquietanti episodi risalenti a tre anni fa

15 Giu 2026 - 12:39
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Potrebbe essersi difeso nel suo appartamento di via Oxilia a Milano Roberto Pietro Guerrino, 60 anni, interprete di livello internazionale, trovato morto sabato con più colpi al cranio sferrati probabilmente da qualcuno con cui aveva fissato un appuntamento la sera prima tramite una app di incontri. Gli investigatori confidano nel fatto che le analisi sul corpo possano far trovare tracce biologiche del killer. E mentre prosegue la caccia all'uomo, continuano le indagini ed emergono inquietanti episodi di violenza denunciati da Guerrino in passato.

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I preziosi spariti dall'appartamento

 Non si esclude ora che si sia trattato di una rapina perché nell'appartamento mancano alcuni oggetti di valore. Guerrino e chi era con lui potrebbero aver litigato per una richiesta di soldi dopo il rapporto.

Il precedente della rapina in casa

 Inquietante il precedente della rapina in casa subita da Guerrino nel 2023. L'interprete, come riferisce il quotidiano Il Giorno, tre anni fa denunciò per una violenta rapina un ragazzo conosciuto su una app per incontri sessuali. Si ipotizzano analogie con quanto successo nella notte di venerdì 12 giugno.

La denuncia del 2023

 Era fine febbraio 2023, ricostruisce Il Giorno in base alla denuncia sporta presso i carabinieri. In essa si legge che due uomini si incontrano nell'attico con vista sul retro della palazzina di 4 piani di via Oxilia 11. Il padrone di casa e un ragazzo conosciuto poco prima tramite contatto sull’app Grindr hanno concordato un rapporto sessuale. Ma, appena entrato in casa, l'ospite chiede soldi per la prestazione e, quando riceve un rifiuto, si scatena la violenza. Alla fine porta via 250 euro. Ma la vicenda non si chiude con quella notte.

E dopo la rapina denunciati altri episodi di violenza

 Il Giorno racconta altri episodi collegati a quella notte del 2023. Passano dieci giorni, infatti, e quel nordafricano ricompare sul pianerottolo di casa Guerrino, che lo riconosce, non lo fa entrare e chiama la polizia.

Arriva il 12 marzo 2023: sempre con la stessa app, Guerrino scambia messaggi con un giovane sudamericano, invitandolo a casa. Ma quel ragazzo è un complice del rapinatore nordafricano. Si presentano in tre e provano a costringerlo a un prelievo forzato a un bancomat sotto casa, ma l'interprete, dopo essere stato malmenato dal nordafricano, con l'aiuto di alcuni passanti, riesce a mettere il trio in fuga.

Alla fine, viene individuato un egiziano con precedenti quale autore di questi episodi. Su di lui pendono le accuse di rapina e lesioni e un'informativa che i carabinieri hanno inviato alla procura di Milano.

Al vaglio le app di incontri

 I militari stanno analizzando telefoni e computer dell'interprete per individuare la persona con cui era entrato in contatto nelle ultime ore e analizzano l'attività dell'uomo sulle piattaforme Grindr e Romeo, già utilizzate per incontri.

Una statuina del Buddah l'arma del delitto?

 In ogni caso, non c'è ancora certezza sull'oggetto con il quale Guerrino sia stato colpito alla testa: Ce ne sono vari pesanti e insanguinati in casa. Chi l'ha ucciso ha infierito sul viso e sulla testa. E l'attenzione si concentra anche su una statuina del Buddah. Ma quale sia l'arma lo stabilirà l'autopsia.

Le telecamere di sicurezza

 Si analizzano anche le telecamere delle vicinanze del palazzo in cui viveva Guerrino. Ma una, che puntava sull'entrata del condominio e che poteva essere determinante, è risultata inutile perché malfunzionante).

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