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Coronavirus, medico prende a calci un anziano nel Salento: arrestato

Quando il paziente ha insistito per parlare con il dottore chiedendo spiegazioni, il medico lo ha aggredito fino a farlo cadere per terra e poi ha continuato a colpirlo

Un anziano è stato aggredito con schiaffi, pugni e calci da un medico di base. E' accaduto a Calimera, nel Leccese e l'aggressione è stata filmata da un passante. L'anziano era andato dal medico per chiedere spiegazioni su una ricetta per un accertamento diagnostico che non sarebbe stata accettata. La vittima dell'aggressione è stata soccorsa dai sanitari del 118. Il medico è stato arrestato.

Quando l'anziano ha insistito chiedendo spiegazioni, il medico lo ha aggredito fino a farlo cadere per terra e poi ha continuato a colpirlo con calci. L'episodio è al vaglio dei carabinieri e dei vertici Asl. All'aggressione hanno assistito anche un uomo e una donna. Quest'ultima ha tentato disperatamente di fermare il medico mentre l'anziano era a terra. I carabinieri della stazione di Calimera (Lecce) hanno poi  formalmente denunciato a piede libero, per lesioni personali aggravate, il medico di base. Secondo quanto ricostruito dai militari, la lite tra i due sarebbe cominciata per futili motivi. 

 

L'unità gestione rapporti convenzionali della Asl, su mandato della direzione generale, aveva immediatamente sospeso dal servizio, in via cautelare. Sabato sono scattati gli arresti domiciliari per lesioni personali aggravate dalla sua qualifica di pubblico ufficiale e dai motivi futili e abietti.

 

"Quello che è accaduto a Calimera, l'aggressione da parte di un medico di medicina generale ai danni di un paziente di 87 anni - sottolinea l'azienda sanitaria locale - è di una gravità inaudita. La Asl di Lecce ha messo in campo tutte le iniziative utili per accertare i fatti e sanzionare in maniera categorica l'accaduto. A tal fine sono state attivate tutte le procedure per la revoca definita della convenzione, sia dalla medicina generale che dalla continuità assistenziale di Santa Cesarea Terme, dove il medico presta servizio".

 

 

A Milano la cooperativa di disoccupati si converte a produrre mascherine

Nel 2007 erano falliti ma i dipendenti della Maflow di Trezzano sul Naviglio (Milano) non si erano abbandonati alla disperazione e hanno fatto rinascere l'azienda. Riuniti in una cooperativa chiamata RiMaflow i licenziati ma anche altri artigiani e disoccupati della zona hanno riavviato la produzione. E ora di fronte a una nuova crisi mondiale si sono di nuovo rimboccate le maniche e cambiato di nuovo tutto cominciando a produrre mascherine.

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