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Brindisi, bestemmiano durante il rosario in diretta Facebook: 13 denunciati | Il prete aveva segnato tutti i nomi

Il parroco aveva organizzato una diretta Facebook per la preghiera ma la bacheca è stata invasa da pesanti insulti

Brindisi, bestemmiano durante il rosario in diretta Facebook: 13 denunciati | Il prete aveva segnato tutti i nomi

Probabilmente la prossima volta ci penseranno due volte prima di organizzare assalti verbali contro chiunque. I 13 protagonisti di questa vicenda infatti dovranno affrontare un processo per "diffamazione aggravata". Avevano riempito di insulti e bestemmie la bacheca Facebook della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore di Latiano (Brindisi) durante la diretta del rosario. Il parroco non si è dato per vinto e ha segnalato all'autorità giudiziaria tutti i colpevoli.

Aveva attivato un appuntamento di preghiera con i suoi fedeli il parroco della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore di Latiano che in diretta Facebook aveva iniziato alla fine di gennaio scorso a recitare il rosario, con il pensiero rivolto a tutte quelle persone anziane desiderose ma impossibilitate a raggiungere ed essere presenti in chiesa.

Tantissime le visualizzazioni della diretta, dell'ordine di qualche migliaio, e centinaia i commenti tra i quali sono emersi anche insulti, sfottò, bestemmie, che, sottolineano i carabinieri, hanno turbato un momento di riflessione e di preghiera collettiva. I militari della stazione di Latiano, al termine degli accertamenti, hanno identificato 13 persone che sono state denunciate per il reato di diffamazione.

Dall'esame dei 902 commenti della diretta Facebook, sono stati analizzati ed estrapolati solo quei profili che hanno riportato frasi diffamatorie e parole offensive sia riguardo al sacerdote sia in merito all'iniziativa intrapresa. Il profilo social dell'utente è luogo virtuale e la pubblicazione di contenuti offensivi sulla bacheca Facebook costituisce una forma diffamatoria di comunicazione con più persone, spiegano i carabinieri.

In considerazione dell'ampia pubblica diffusione, l'utilizzo improprio di questo strumento porta alla contestazione di alcuni reati tra cui l'ipotesi più frequente è quella della diffamazione aggravata. I 13 denunciati hanno un'età compresa tra i 18 e i 38 anni.

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