In sei arrivarono direttamente dalla Cina

Prato, tentarono di uccidere il "re delle grucce": condanne confermate per il commando

L'imprenditore cinese Chang Meng Zhang riportò ferite gravissime. L'aggressione maturò per il controllo della produzione degli appendiabiti

09 Apr 2026 - 18:04
 © ansa

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Dalla Cina a Prato per uccidere il "re delle grucce". Omicidio al quale, il 6 luglio 2024, l'imprenditore cinese Chang Meng Zhang scampò miracolosamente, anche se le conseguenze per lui furono gravissime. La corte di appello di Firenze ha confermato la condanna a 7 anni 6 mesi per gli imputati del tentato omicidio.

Prato, per uccidere il "re delle grucce" un commando dalla Cina

 Per ucciderlo fu ingaggiato un commando venuto apposta dalla Cina con persone delle regioni del Fujan e dello Zhejiang. L'aggressione maturò nell'ambito della cosiddetta "guerra delle grucce", ovvero lo scontro, anche con attentati incendiari, per il controllo della produzione degli appendiabiti che ha rivelato contrasti fra gruppi criminali orientali per contendersi la leadership in Europa, con riflessi estesi da Prato, alla provincia di Firenze, a Madrid, fino a Parigi.

L'aggressione

 Chang Meng Zhang, 43 anni, fu assalito in un locale a Prato da un gruppo che la procura pratese, nel corso delle indagini, ha circoscritto a sei uomini. Cinque di loro sono stati condannati il 29 aprile 2025 in primo grado con rito abbreviato a 7 anni e 6 mesi e nelle ultime ore la corte di appello di Firenze ha confermato la pena per tutti.

Il sesto assalitore

 Nel settembre 2025, dopo che l'imprenditore 43enne iniziò a collaborare con la procura di Prato, gli investigatori riuscirono a individuare anche il sesto assalitore: un 36enne ex soldato dell'esercito della Repubblica Popolare cinese. Anche lui è stato condannato in primo grado alla stessa pena di 7 anni e mezzo data ai complici nell'altro processo e, come loro, considerato esecutore materiale del tentato omicidio di Zhang.

Lo stesso Zhang in passato è stato a sua volta condannato per l'omicidio volontario di Zhijian Su, ucciso a San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, nel marzo 2006.

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