A Tito

Donna trovata morta in casa vicino Potenza, il figlio confessa l'omicidio: arrestato

L'abitazione è sotto sequestro. Il figlio della donna ha confessato di aver commesso il delitto dopo una lite

22 Ago 2026 - 08:33
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Maria Vittoria Carbone di 57 anni e residente a Vaglio, è stata trovata morta nella serata di giovedì 20 agosto a Tito (Potenza) all'interno dell'appartamento in cui abitava il figlio. Quest'ultimo, Giampiero Santamaria di 31 anni, è stato arrestato dopo aver confessato l'omicidio.

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La ricostruzione

 Durante l'interrogatorio con il pm di Potenza, Santamaria ha ammesso di aver colpito ripetutamente la madre al volto e in testa. Nella tarda serata di giovedì 20 agosto si è scatenata una violenta discussione tra i due, sfociata poi in una brutale aggressione. Pare, secondo gli inquirenti, per futili motivi: forse per la gestione di un telefonino. Inutile l'intervento del 118 che, nonostante i tentativi di rianimazione, hanno solo potuto constatare il decesso di Carbone.

Le condizioni di Santamaria

 Il giovane, per qualche tempo seguito dai servizi sociali del comune di residenza e poi preso in carico dal Centro di Salute Mentale di Potenza, in questi giorni era aiutato principalmente dal padre, poiché gravato da una condizione psichica complicata. Viveva in una casa di Tito, a pochi metri dall'abitazione del genitore Vito, amato collaboratore scolastico della locale Scuola Media, dal quale Maria Vittoria era divorziata ormai da anni.

La situazione della madre

 La donna, invece, era residente in un altro paese del Potentino, Vaglio di Basilicata, dove anche lei era seguita dai locali servizi sociali per una evidente situazione di disagio. Si era recata a Tito, nell'hinterland di Potenza, per fare visita al figlio, come già accaduto altre volte in passato.

Il cordoglio del primo cittadino

 Il sindaco di Tito, Fabio Laurino, ha manifestato tutto lo sgomento della sua comunità, nella quale l'omicida ha avuto difficoltà ad inserirsi, affermando: "Sarebbe opportuno riflettere non solo al compimento di queste tragedie, ma tutti i giorni. E sarebbe giusto anche conoscere e analizzare le varie forme di disagio che possono nascondersi in simili contesti, all'interno delle mura domestiche. Solo attraverso una responsabilità condivisa - ha concluso - possiamo costruire quella rete solidale di cui tanto si parla, ma che troppo spesso si ferma alle parole, agli slogan e al livello istituzionale più basso".

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