Ponte crollato sul Trigno, la figlia del disperso: "Basta attese, ridatemi mio padre"
Angelica Racanati: "Quanto tempo deve passare ancora? Senza rimuovere quei detriti non verrà trovato".
Domenico Recanati da Facebook/Angelica Recanati © Ansa
"Non è normale. Non è accettabile. Il 2 aprile è crollato il ponte sul Trigno. Mio padre era lì. E da quel giorno… è sparito nel nulla. Oggi ci dicono che, con alta probabilità, la sua auto è ancora sotto i detriti di quel ponte. Sotto metri di macerie. Sotto il silenzio. Sotto l’attesa. E io mi chiedo: quanto tempo deve passare ancora? Quanto vale la vita di mio padre?".
Sono parole cariche di dolore ma anche di rabbia quelle di Angelica Racanati, la figlia di Domenico Racanati, l'uomo originario della provincia di Foggia disperso nel crollo del ponte sul fiume Trigno, avvenuto nelle scorse settimane a Montenero Di Bisaccia, in provincia di Campobasso.
"La verità è una: senza rimuovere quei detriti, mio padre non verrà trovato" prosegue la figlia in un appello social che chiede a gran voce a chiunque di condividere. "E allora basta attese. Basta lentezze. Basta silenzi. Io non sto chiedendo un favore. Sto pretendendo rispetto. Alle autorità, a chi ha il potere di decidere: intervenite ora. Accelerate. Fate tutto il necessario. Ogni giorno che passa è un giorno in più in cui mio padre resta lì sotto. Io non mi fermerò. Ridatemi mio padre".
Le ricerche proseguono
Intanto le ricerche negli ultimi giorni sono andate avanti. In particolare la Capitaneria di Porto di Termoli è stata impegnata con una motovedetta e strumentazione sonar per la perlustrazione dei fondali al largo della foce del Trigno, tra la costa molisana e quella abruzzese.
Intervento complesso
Sul piano tecnico tra le ipotesi al vaglio, come detto anche dalla figlia del 53enne disperso, c'è anche quella che il veicolo possa essere rimasto intrappolato sotto la campata crollata del ponte, tra detriti e materiale trascinato dalla piena. In questo caso, per verificare la presenza dell'auto, potrebbe rendersi necessario un intervento più complesso, con la rimozione delle macerie mediante mezzi pesanti, tra cui una gru con braccio lungo in grado di operare sull'area del crollo, attualmente sotto sequestro.
Nei prossimi giorni si valuta anche il possibile ritorno del nucleo sommozzatori.
