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Polizze, il beneficiario può non sapere che sono state sottoscritte

Bufera sulla Raggi per la polizza fatta a suo nome da Salvatore Romeo LʼAssociazione delle imprese assicuratrici spiega come funzionano: da quella "temporanea caso morte" a quelle miste

Polizze, il beneficiario può non sapere che sono state sottoscritte

E' possibile che venga sottoscritta una polizza sulla vita senza che il beneficiario ne sia a conoscenza: lo chiarisce l'Ania, Associazione delle imprese assicuratrici, a proposito del caso della polizza da 30mila euro fatta a nome di Virginia Raggi senza che, a suo dire, lei ne fosse informata. Da quelle "miste" a quella "temporanea caso morte": ecco come funzionano queste assicurazioni.

Tre soggetti - L'Ania ha spiegato che le polizze sulla vita prevedono tre soggetti: il contraente, l'assicurato e il beneficiario. Il contraente è il privato che stipula il contratto con la compagnia assicurativa, si impegna a versare un premio pagabile anche a rate e corrispondente a poche centinaia di euro e indica nel contratto chi è la perosna assicurata e di quali benefici può godere. L'assicurato può coincidere con il contraente ed è la persona sulla cui sopravvivenza o meno viene fatto il contratto: essendo esposta a un rischio, questa persona deve per forza essere a conoscenza dell'esistenza di questo contratto. Il beneficiario, invece, può essere una persona determinata oppure può essere designato genericamente come nel caso degli eredi: il beneficiario è colui o coloro che riceveranno la prestazione e quindi possono anche ignorare il fatto di essere destinatari di quel tipo di prestazione. 

Sono tre i tipi di contratto che prevedono una prestazione e quindi un beneficiario, in caso di morte. 

Polizza "temporanea caso morte" - Questo è un tipo di contratto che prevede l'erogazione solamente nel caso in cui l'assicurato perda la vita nel periodo di copertura. Quindi, ad esempio, se la polizza dura 30 anni il beneficiario riceverà la prestazione soltanto in caso di morte entro la scadenza del termine della polizza. Altrimenti dopo i 30 anni il contratto si estingue e il beneficiario non riceverà nulla. 

Polizze miste - Sono caratterizzate da un rendimento minimo garantito e prevedono l'erogazione della prestazoine sia in caso di sopravvivenza dell'assicurato a una data stabilita nel contratto (e scelta dal contraente), sia in caso di morte prima di tale scadenza. Nel caso di stipula di questo tipo di polizze, i versamenti effettuati dal contraente sono investiti in gestioni assicurative e si rivalutano nel tempo. Se nel corso della durata della polizza l'assicurato muore, il beneficiario caso morte otterrà la prestazione rivalutata fino a quel momento mentre se l'assicurato sopravvive, la prestazione va al beneficiario designato in caso di sopravvivenza. 

Polizze "a vita intera" - Anche in questo caso è previsto l'investimento dei versamenti in fondi o gestioni assicurative ma non è prevista una scadenza prestabilita. Quindi il contratto resta in vigore con le conseguenti rivalutazioni ottenute a mano a mano fino alla morte dell'assicurato. 

Il contraente può fare richiesta di un rimborso del capitale maturato (chiamato riscatto) sia nel caso della stipula di una polizza "mista" sia di una "a vita intera". Il 90% dei versamenti in polizze vita prevede un unico versamento iniziale e di norma questi contratti non prevedono penalità per l'uscita anticipata. Mediamente il versamento unico iniziale sulle nuove polizze sottoscritte nel 2016 è di poco superiore ai 30.000 euro, mentre per le polizze che prevedono un piano di versamenti pluriennale, l'importo si aggira intorno ai 4.000 euro.

Caso Raggi, come funziona una polizza vita

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