Nel Pistoiese

Don Massimo Biancalani rimosso dal Vaticano: respinti i ricorsi del "prete dei migranti"

Don Biancalani deve dire così addio anche a Ramini, dopo essere stato allontanato negli scorsi mesi anche da Vicofaro. Lo attende un ruolo "in Ufficio"

19 Ago 2026 - 11:39
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Don Massimo Biancalani non è più il parroco di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, in provincia di Pistoia. Finisce così, per volontà del vescovo della zona e della Santa Sede, l'attività di accoglienza di migranti che per un decennio ha reso don Biancalani uno dei personaggi più discussi a livello politico locale e nazionale. Dopo un lungo procedimento, passato anche per due volte in Vaticano, le autorità ecclesiastiche hanno giudicato l'operato del "prete dei migranti" in violazione del diritto canonico.

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Lo sgombero della polizia e il ricollocamento rifiutato

 La storia aveva avuto inizio lo scorso anno. In estate, a luglio, la polizia in tenuta antisommossa aveva sgomberato i migranti ospitati nei locali della parrocchia di Vicofaro. Il mese successivo, su decisione dell'allora vescovo Fausto Tardelli, a don Massimo Biancalani era stata tolta la rappresentanza legale della chiesa di Vicofaro. Aveva continuato a operare e celebrare a Ramini, accogliendo qui una cinquantina di immigrati senza casa. In quel frangente, il vescovo di Pistoia aveva però proposto a don Biancalani un incarico all'Ufficio missionario diocesano.

I ricorsi e il responso del Vaticano: "Ha trascurato la pastorale ordinaria"

 Era stato lo stesso don Massimo Biancalani a rifiutare il ricollocamento, spiegando di voler continuare il proprio impegno nell’accoglienza. Non solo. Il parroco di Ramini aveva presentato due ricorsi alla Santa Sede: uno contro la rimozione dalla parrocchia di Vicofaro e l'altro contro il provvedimento per "reindirizzarlo" verso l’Ufficio missionario della Diocesi. Il responso del Vaticano non ha però giocato a favore del parroco, che è stato ufficialmente rimosso anche dalla parrocchia di Ramini. Secondo la Chiesa, infatti, Biancalani avrebbe trascurato la pastorale ordinaria e trasformato illecitamente le due parrocchie in centri di accoglienza, senza curarsi delle proteste di alcuni parrocchiani e residenti.

Cosa succede ora

 Visto il lungo iter di diritto canonico che ha avuto la vicenda, non è da escludere che don Massimo Biancalani possa presentare nei prossimi 60 giorni un nuovo ricorso contro la decisione resa ufficiale di recente. In caso contrario, o di decisione confermata, al prete dei migranti non resterà altro da fare che assumere il suo nuovo ruolo nell'Ufficio missionario, lontano dalle persone che per dieci anni ha cercato di aiutare nonostante tutto e tutti.

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