Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group Chief Executive Officer di Mfe-Mediaforeurope, è intervenuto con una lettera, pubblicata il 23 ottobre da Il Secolo XIX, per fare chiarezza sulle polemiche sul presunto allargamento di una stradina a Portofino:
"In questi giorni mi è capitato di leggere su altri quotidiani e online diversi articoli sul presunto allargamento di via San Sebastiano, a Portofino, per favorire il passaggio dei Suv dei cosiddetti vip che abitano sul monte. Vorrei fare un po' di chiarezza. Non tanto per me, non ho bisogno di giustificarmi. Quanto per rispetto e per amore di Portofino e dei portofinesi, troppo spesso tirati in ballo a vanvera.
La realtà è molto diversa da quella raccontata. Partiamo dai fatti: quella strada non è stata allargata né lo sarà mai. Per lunghi tratti è talmente stretta che, quando due auto si incontrano, anche se piccole, uno dei conducenti è costretto a percorrere centinaia di metri in retromarcia, in salita o in discesa, sull’orlo di un precipizio.
Quanto ai Suv, semplicemente è un tema che non esiste. Non ci passano e mai ci passeranno. Negli anni, su quella strada, per i residenti l’evoluzione della mobilità è andata dall’Ape Piaggio al Porter, poi alla Panda e finalmente alla Fiat 500. Un grande traguardo, posso assicurarlo. Io stesso ne uso una e ne sono entusiasta.
Sul monte vivono da generazioni tanti portofinesi. C'è la signora Federica, c'è Mino Viacava con tutta la famiglia e i figli, la signora Carlotta, la famiglia Oneto, la famiglia Mussini, c’è il Lupo, solo per citarne alcuni. Nomi e soprannomi dietro i quali ci sono persone che conosco da tanti anni e alle quali sono profondamente legato. Gente che lavora, che manda i bambini a scuola e che ha il diritto di muoversi in sicurezza.
Il progetto del Comune prevede soltanto il ripristino di due piccole piazzole, di pochi metri, per consentire l'incrocio dei veicoli e un semaforo per regolare il senso unico alternato. Una soluzione semplice, comune nelle strade di montagna, pensata per evitare manovre pericolose. Non certo per garantire privilegi a questo o a quel personaggio, né per favorire il passaggio di auto di lusso.
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E questo mi porta a una riflessione più generale. Mi piacerebbe vivere in un Paese nel quale possedere una qualunque auto di valore, una bella casa o aver raggiunto il successo non fosse considerato motivo di polemica e di invidia. Un Paese capace di guardare con rispetto e, perché no, anche con ammirazione chi nella vita ha costruito onestamente qualcosa. Perché l’impegno e l’impresa, anche nel settore del lusso, generano ricchezza, opportunità e tanti posti di lavoro.
Naturalmente le regole valgono per tutti. Sempre. Ma non dovremmo trasformare il successo in una colpa, né il benessere economico in uno sterile bersaglio polemico e populista.
È una questione di oggettività e correttezza, prima ancora che di opinioni. E nel caso di Portofino, anche di semplice verità".
