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Torino, 'ndrangheta: due arresti per la faida del 2004

Le ordinanze di custodia sono state eseguite a Parma e Reggio Calabria. Uno era già detenuto per altra causa a Parma.

carabinieri auto
Pixabay

Due ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri per un delitto di 'ndrangheta commesso diciotto anni fa nel Torinese.

Il caso, su cui hanno lavorato i Ris di Parma avvalendosi di nuove metodologie scientifiche d'indagine, è quello di

Giuseppe Gioffré

,

ucciso l'11 luglio 2004

a San Mauro, alle porte del capoluogo piemontese. La vittima era originaria di Sant'Eufemia d'Aspromonte (Reggio Calabria) e risiedeva nel paese. Il movente sarebbe da ricercare in una faida risalente agli anni Sessanta.

Le

ordinanze di custodia sono state eseguite a Parma e Reggio Calabria

dai carabinieri del nucleo investigativo di Torino.

Entrambi i destinatari

, secondo gli inquirenti,

risultano affiliati alla 'ndrangheta

. Uno era già detenuto per altra causa a Parma.  Le prime indagini, svolte nell'immediatezza dell'omicidio, portarono alla condanna (21 anni di carcere) di

Stefano Alvaro

, considerato uno dei tre componenti del gruppo di fuoco. Nel maggio del 2021 i Ris di Parma si sono serviti di nuove tecnologie informatico-dattiloscopiche per analizzare alcuni reperti trovati vicino all'auto, bruciata che era stata adoperata per l'agguato. Nella ricostruzione degli inquirenti,

la faida risale agli anni Sessanta

, quando 

Gioffrè

, al termine di una disputa per ragioni commerciali,

uccise due esponenti della cosca Dalmato-Alvaro

. Il procedimento è coordinato alla Dda del Piemonte. I carabinieri torinesi sono stati supportati, nella fase di notifica dei provvedimenti di custodia, dai colleghi di Reggio Calabria. 


 


IL CASO DI GIUSEPPE GIOFFRÈ

, LA STRAGE DI UNA FAMIGLIA


 


C'è anche lo

sterminio di una famiglia

nella lunga storia del 'cold case' riaperto da carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia del Piemonte con un'indagine culminata nell'arresto di due persone.

La vittima, Giuseppe Gioffrè, fu uccisa nel 2004

, quando aveva 77 anni: qualcuno lo avvicinò mentre si trovava su una panchina e gli sparò alla testa.

Nel 1964

, quando gestiva un bar-panetteria in Calabria,

fu arrestato per un duplice omicidio

dai contorni rimasti misteriosi: si disse che si trattò di

un caso di legittima difesa contro due cugini

residenti in un paese vicino. Pochi mesi dopo,

nella notte del 18 gennaio 1965

, mentre era in cella, a Sant'Eufemia d'Aspromonte

degli sconosciuti fecero irruzione in casa sua, dove la moglie, Concetta Iaria, dormiva con i quattro figlioletti, e spararono con lupare e pistola

. La donna rimase uccisa insieme a uno dei bimbi (gli altri tre rimasero gravemente feriti). Una strage preparata con cura: furono tagliati i fili della luce per precipitare la zona nel buio. Gioffrè si trasferì in Piemonte nel 1972, si risposò e non fece più parlare di sé. L'ipotesi degli investigatori è che secondo la 'ndrangheta aveva pagato ancora troppo poco, nonostante la strage della sua famiglia, il suo antico sgarro.
 


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