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Appendino ricattata, lʼex portavoce Pasquaretta accusato di estorsione | Castelli interrompe la collaborazione

Avrebbe minacciato il sindaco di Torino, parte lesa nella vicenda, se non lo avesse aiutato a trovare un nuovo lavoro. Si difende: "Eʼ tutto un equivoco"

Appendino ricattata, l'ex portavoce Pasquaretta accusato di estorsione | Castelli interrompe la collaborazione

Un ricatto nei confronti di Chiara Appendino. Parlano di questo le nuove indagini su Luca Pasquaretta, l'ex portavoce del sindaco di Torino che fu costretto a lasciare Palazzo Civico sull'onda dello scandalo della consulenza per una prestazione inesistente alla Fondazione del Salone del Libro. La Procura, che per la consulenza già gli contesta il reato di peculato, lo accusa ora di estorsione, di traffico di influenze illecite e turbativa d'asta.

I carabinieri in forza presso la magistratura hanno provveduto a sequestrargli cellulare e computer al termine della perquisizione effettuata presso la sua abitazione. I fatti contestati dal pm Gianfranco Colace, lo stesso dell'inchiesta sulla consulenza da 5mila euro, soldi poi restituiti, sarebbero successivi all'addio di Pasquaretta agli uffici di Palazzo Civico. Pesante l'accusa nei suoi confronti: avrebbe minacciato la sindaca Appendino, parte lesa nella vicenda, se non lo avesse aiutato a trovare un nuovo lavoro.

Per Pasquaretta, giornalista 41enne di origini lucane con un passato da cronista sportivo al seguito della Juventus, di cui è anche un grande tifoso, i guai sembrano dunque non finire. L'ex "pitbull", come era stato soprannominato a Palazzo Civico per i suoi modi di fare, risulta indagato anche per il maxischermo allestito a Parco Dora in occasione della finale Champions Juventus-Real Madrid del 3 giugno 2017, la stessa sera della tragedia di piazza San Carlo. Apertura abusiva di luoghi di spettacolo e invasione di terreni le accuse per le quali i magistrati hanno disposto la citazione in giudizio.

Questa volta, però, le accuse nei suoi confronti sembrano essere più gravi. "La vita è fatta di scelte, alcune le rimpiangiamo, di altre ne siamo fieri - scriveva Pasquaretta sul suo profilo Facebook, lo scorso 3 agosto, suo ultimo giorno di lavoro da portavoce della Appendino -. Alla fine siamo ciò che scegliamo di essere", diceva citando le parole di Graham Brown.

Al momento Pasquaretta era parte dello staff del sottosegretario dell'Economia, Laura Castelli, che però, fronte dell'accaduto, ha comunicato in una nota: "Ritengo sia necessario interrompere immediatamente il nostro rapporto di collaborazione. La magistratura farà il suo corso e ribadisco rispetto e fiducia per il lavoro che svolgono i magistrati".

Pasquaretta si è però difeso dalle accuse dicendo di non aver "mai ricattato Chiara Appendino. E' tutto un equivoco che chiarirò nelle sedi opportune". L'ex portavoce ha poi aggiunto di avere il "massimo rispetto e fiducia nel lavoro dei magistrati e vorrei ricordare che siamo tutti innocenti fino a prova contraria".

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