Domenica mattina, a Pesaro, un 17enne ha rubato un'auto e, dopo un inseguimento con polizia e carabinieri finito con lo schianto contro un muretto e due auto parcheggiate, è stato fermato dagli agenti della Volante. È poi scappato dalla questura ed è tornato a casa. I genitori hanno chiamato la polizia per farlo arrestare. "È stato doloroso. Ma dovevamo farlo. Magari un giorno ci ringrazierà, magari ci odierà. Non lo sappiamo", commentano a il Resto del Carlino.
Al giornale, i genitori spiegano che "già a sei o sette anni aveva seguito dei percorsi. Non abbiamo mai negato il problema (un disturbo da deficit di attenzione e iperattività – Adhd). Crescendo le difficoltà sono aumentate e dal 2024 sono arrivati i primi guai con la giustizia". "Da un anno e mezzo chiedevamo che venisse inserito in una struttura protetta - aggiungono -. C'era stata un'escalation dei problemi e i momenti di aggressività non erano soltanto fuori, ma anche dentro casa. Poteva spaccare le cose, urlare. A volte era impossibile tenerlo fermo. La nostra giornata dipendeva dalla sua. Da come si svegliava, da come reagiva a una richiesta. Non diciamo di essere stati genitori perfetti. Diciamo che abbiamo alzato la mano e chiesto aiuto".
"Non stiamo dicendo che nessuno abbia fatto niente. Ci sono stati medici, assistenti sociali, percorsi. Ma noi continuavamo a dire: nostro figlio ha problemi grossi, non riusciamo più a gestirlo, aiutateci. La richiesta di inserirlo in una struttura l'abbiamo fatta più volte", sottolineano. "Quando ci hanno raccontato quello che era successo (il furto dell'auto e l'inseguimento, ndr) è stato uno shock. Non giustifichiamo niente. Nostro figlio ha sbagliato e deve pagare. Ma anche quella mattina abbiamo chiesto che venisse inserito in una struttura. Abbiamo detto: non riportatelo a casa. Adesso è iniziato un percorso. Speriamo che riesca a capire cosa significa stare bene e che possa continuare a stare bene quando tutto questo sarà finito", concludono.
