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Pellegrinaggi, viaggi e hotel: le mani della camorra su Medjugorje

A rivelarlo in unʼomelia, il vescovo polacco Henrik Hoser, inviato del Papa nella cittadina della Bosnia Erzegovina

Medjugorje nel mirino anche delle mafie napoletane in cerca di profitti. É quanto ha dichiarato, in un'omelia incentrata sul tema della lotta tra il bene e il male, l'inviato di Papa Francesco a Medjugorje, l'arcivescovo polacco Henrik Hoser, durante una messa. "Un altro posto dove c'è una lotta sempre più agguerrita tra il bene e il male è Medjugorie", ha detto l'arcivescovo. "Da un lato, ci sono migliaia di giovani che usano il sacramento della penitenza e della riconciliazione. D'altro, bisogna essere consapevoli che a causa del massiccio afflusso di pellegrini, questo posto è penetrato dalle mafie, tra cui quelle del Napoletano, che conta sui profitti".

La conferma ai sospetti giunge da un'indagine della direzione investigativa antimafia. Le false griffe vendute nei negozi sorti in prossimità della collina delle apparizioni, alcuni alberghi costruiti nel paese e l'organizzazione di alcuni viaggi in pullman sarebbero gestiti dalla criminalità organizzata. Tre i clan che sarebbero coinvolti: i Zaza e i Mazzarella per il mercato del falso, i Casalesi per le speculazioni edilizie e il riciciclaggio di denaro sporco.

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