quattro Paesi in 11 giorni

Papa Leone vola in Africa, 18mila chilometri tra pace e giustizia

La missione di 11 giorni in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale "anche per curare le cicatrici", ha spiegato il cardinale Parolin illustrando le tappe

13 Apr 2026 - 06:00
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Undici giorni, quattro Paesi, quasi 18mila chilometri di soli spostamenti aerei, lingue e fedi diverse, ma un filo rosso costituito dalle cicatrici di questi popoli che ancora cercano di essere lenite. Papa Leone XIV vola in Africa, dove visiterà Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Parlerà di pace e di giustizia, di lavoro e riscatto, ma vivrà anche la gioia di popoli che da tempo non hanno visto la visita di un Pontefice e che si sono preparati con cura. Sarà ospite di santuari e prigioni, università e orfanotrofi, in un viaggio intenso che lo vedrà in Paesi che non conquistano normalmente le cronache dei giornali occidentali.

Il viaggio in Africa

 "Il filo conduttore di questo viaggio apostolico sta nella scelta del Santo Padre di portare la presenza della Chiesa là dove la sofferenza umana è più acuta. Quattro Paesi diversi per storia, contesto sociale e sfide politiche, ma accomunati da una realtà di fondo - ha spiegato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ai media vaticani - segnata da luci e ombre: comunità cattoliche vitali e radicate, ma anche povertà, fragilità, disuguaglianze e tensioni irrisolte. Papa Leone XIV si reca in Africa per stare vicino a chi vive nelle periferie esistenziali".

Papa Leone XIV ad Ankara, la visita al mausoleo di Ataturk

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Prima tappa, l'Algeria che ormai guarda al suo futuro più serenamente dopo gli anni della sanguinosa guerra civile. E' il Paese di Sant'Agostino, al quale si ispira la vita religiosa e spirituale di Prevost. Ma è anche il Paese che ha visto tanti martiri e che ora punta, senza negare alcune fatiche, al dialogo interreligioso tra musulmani e cristiani. Non a caso, una delle tappe principali della visita in Algeria di Leone sarà la visita alla moschea di Algeri, in continuità con la scelta fatta nel suo primo viaggio internazionale, in Turchia, alla Moschea Blu di Istanbul.

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Seconda tappa in Camerun, la più delicata forse sotto il profilo della sicurezza e soprattutto del dialogo, con una regione, quella anglofona, dove è in corso un conflitto che è totalmente fuori dai radar ma che pure miete tante vittime. Leone andrà anche nel cuore di questo conflitto, a Bamenda, dove guiderà un incontro per la pace.

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Terzo Paese sarà l'Angola, dove più accelerato è il processo di sviluppo, considerata anche la presenza di investitori stranieri, primi tra tutti i cinesi. Ma il progresso è accompagnato, come sempre, da tante contraddizioni, con la spaccatura sociale tra ricchi e poveri.

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Infine, quarta tappa la Guinea Equatoriale, che, con il suo 90% di cristiani, è il Paese più cattolico di questo viaggio del Pontefice. Leone abbraccerà popolazioni molto giovani - l'età media è di 18 anni - guidate paradossalmente da leader molto anziani, soprattutto in Camerun e Guinea, che sono sulla loro poltrona da decenni. E il problema di una democrazia non matura, come anche quello della corruzione, saranno verosimilmente tra i temi trattati.

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"La pace, il dialogo e la crescita della Chiesa locale", sono le questioni, come spiegato da Parolin, che risuoneranno nei prossimi undici giorni, il periodo più lungo finora di Papa Leone lontano dal Vaticano. "Pace, anzitutto, in Paesi che portano ancora le cicatrici di conflitti e divisioni, e dove la presenza del Santo Padre può far germogliare un sentimento di riconciliazione. Dialogo, dove l'incontro con le autorità civili e con i rappresentanti di altre tradizioni religiose può aprire spazi nuovi di comprensione reciproca. Infine, la crescita delle Chiese locali, spesso piccole, talvolta isolate, ma sempre generose", conclude il Segretario di Stato.

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Il primo viaggio apostolico di Prevost si è svolto in Turchia e Libano a fine novembre 2025.

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