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L'esperienza di Valle Castellana (Teramo), dove il Comune gestisce direttamente il distributore di carburanti per garantire un servizio a rischio scomparsa e che, in questi tempi di caro carburante, riesce a mantenere dei costi accessibili, non è l'unico caso in Italia. Ecco gli altri.
A riportare i casi, tutti in provincia di Ascoli Piceno, è Il Messaggero, partendo da Force, dove il distributore comunale è operativo dal 2016, dopo che l'impianto privato presente ha chiuso. Anche in questo caso i prezzi sono più contenuti rispetto ad altre stazioni: 1,928 euro per il gasolio e 1,838 per la benzina. "Il ricarico è di 7 centesimi al litro e serve a coprire manutenzione e costi di gestione. Il Comune non guadagna", ha dichiarato il sindaco Amedeo Lupi.
Un altro caso è Montedinove: "Siamo stati i primi, nel 2014, a intraprendere un'iniziativa simile", ha spiegato il primo cittadino Antonio Del Duca. A Castignano, il Comune ha acquistato il distributore a dicembre: "ha sostituite le pompe e rinnovati i serbatoi, per un investimento di circa 160mila euro, l'inaugurazione è prevista a ottobre", sottolinea Il Messaggero. A Ripatransone, il nuovo distributore, costato 408mila euro, dovrebbe essere attivo entro l'anno, secondo quanto detto al quotidiano dal sindaco Alessandro Lucciarini De Vincenzi. L'idea ora è quello di creare una rete tra Comuni.
Il Messaggero riporta anche l'esempio di un Comune, quello di Pollica (Salerno), che gestisce dal 2012 il primo distributore in Italia di carburante per natanti. "Lo utilizziamo come strumento di supporto alla pesca. Acquistiamo a ottanta, per esempio, e vendiamo a ottanta: il costo di ricarico è pari a zero", ha sottolineato il sindaco Stefano Pisani.
Infine, il quotidiano riporta anche l'esempio del Vaticano, in particolare di sette distributori (tre all'interno dello Stato, tre nelle aree extraterritoriali della Capitale, tra le Mura Aurelie, San Giovanni in Laterano e San Calisto, e uno a Castel Gandolfo) dove la benzina costa meno (circa 1,60 euro al litro, il gasolio 1,70), ma se si è muniti di una specifica tessera. Il Messaggero spiega che si tratta di "un vantaggio legato alla diversa fiscalità applicata al piccolo Stato Vaticano, come accade anche a San Marino. Possono rifornirsi i dipendenti della Santa Sede e del Governatorato, gli appartenenti alle congregazioni religiose, gli alti prelati e le altre categorie autorizzate. Chi non risiede o non presta servizio in Vaticano deve ottenere un permesso specifico, e vale anche per i religiosi. A ogni auto, poi, viene associata una tessera personale, da avvicinare al lettore prima che l'addetto sblocchi la pompa, per impedire ai 'furbetti' di rifornire vetture non registrate”.
