VASTA OPERAZIONE DELLA DIA

'Ndrangheta, mani su Roma: 26 arresti, anche in Sicilia e Calabria | Sequestri per 100 milioni di euro

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, sequestro di persona e fittizia intestazione di beni

09 Nov 2022 - 14:11
 © ansa

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La 'ndrangheta subisce un duro colpo a Roma. Una vasta operazione della Direzione investigativa antimafia ha portato all'arresto di 26 persone, sospettate di far parte di un'associazione a delinquere di stampo mafioso. Il gruppo criminale rappresenta una cellula locale radicata nel territorio della Capitale, finalizzata ad acquisire la gestione o il controllo di attività economiche in diversi settori facendo ricorso poi a intestazioni fittizie. Le misure cautelari sono scattate nel Lazio e nelle province di Cosenza e Agrigento.

Numerosi i settori commerciali coinvolti, da quello ittico, alla panificazione, dall'ambito delle pasticcerie al ritiro delle pelli e degli olii esausti fino a bar e ristoranti. L'organizzazione di matrice 'ndranghetista si riproporrebbe, secondo quanto ricostruito dalle indagini, anche il fine di commettere delitti contro il patrimonio e l'incolumità individuale, affermando il controllo egemonico delle attività economiche sul territorio. Secondo gli inquirenti, a capo della struttura criminale c'erano Antonio Carzo e Vincenzo Alvaro, legati a famiglie di 'ndrangheta operanti nella zona di Cosoleto (Reggio Calabria).

La Dia ha anche eseguito sequestri per una totale di 100 milioni di euro. Complessivamente sono state poste sotto sequestro 25 società. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, sequestro di persona e fittizia intestazione di beni. Dei 26 arrestati, 24 sono in carcere e due ai domiciliari.

L'operazione odierna segue quella del 10 maggio, che aveva portato a 43 misure cautelari in diverse regioni, dal Lazio, alla Lombardia, l'Emilia Romagna, il Piemonte, la Liguria, la Valle d'Aosta. Le indagini sono arrivate fino in Svizzera, Germania, Canada e Australia e hanno messo in luce decine di 'locali' composte da soggetti appartenenti a famiglie di 'ndrangheta originarie di Sinopoli e altri comuni calabresi oltre che, nella Capitale, da alcuni soggetti romani. Usavano minacce e intimidazioni per controllare il territorio e investivano in negozi e attività commerciali anche tramite accordi con altre organizzazioni criminali. Gli inquirenti hanno ricostruito come i vertici del gruppo, dopo aver acquisito le attività, riuscissero ad acquisirne anche gli immobili. Compravano, è emerso dalle indagini, grazie a pagamenti dilazionati in centinaia di rate, garantite da cambiali, spesso pagate in contanti o tramite carte prepagate.

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