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Natale, il Papa: "La salvezza passa attraverso lʼaccoglienza"

Dopo lʼinvito alla condivisione nellʼomelia della messa della notte della Vigilia, il Papa torna sul tema della fratellanza durante la benedizione Urbi et Orbi

Dopo l'invito alla condivisione nell'omelia della messa della notte di Natale, il Papa torna sul tema della fratellanza durante la benedizione Urbi et Orbi. E spiegando che "siamo tutti fratelli" e che "questa verità sta alla base della visione cristiana", indica come la salvezza passi "attraverso l'amore, l'accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture".

Sempre in tema di fratellanza e fraternità, il Papa ha poi ricordato "i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche, culturali ed economiche vedendo lacerata la loro libertà e la loro identità, e che soffrono per la fame e la mancanza di servizi educativi e sanitari", e ha rivolto "un pensiero particolare" ai "nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Natività del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente là dove la comunità cristiana è una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata".

Francesco, nella sua preghiera, ha quindi chiesto che "i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani" consentano a israeliani e palestinesi "di riprendere il dialogo e intraprendere un cammino di pace che ponga fine a un conflitto che da più di settant'anni lacera la Terra scelta dal Signore per mostrare il suo volto d'amore".

Il Pontefice ha poi parlato dell'"amata e martoriata Siria", chiedendo che la comunità internazionale "si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte", e dello Yemen, "con la speranza che la tregua possa finalmente portare sollievo ai tanti bambini e alle popolazioni stremate dalla guerra e dalla carestia".

Ancora, il Papa ha rivolto un pensiero "all'Africa, dove milioni di persone sono rifugiate o sfollate e necessitano di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare", all'Ucraina, alla Penisola coreana, al Venezuela e al Nicaragua, tutte realtà dove la situazione politica è sempre molto tesa. E infine ha chiesto che "il bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra ed ogni persona fragile, indifesa e scartata".

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