l'ala più imprenditoriale dei Casalesi

Napoli, attentati e minacce per riorganizzare il clan Zagaria: 8 fermi della Dda

Pezzi superstiti dell'ala più imprenditoriale dei Casalesi avrebbero tentato in ogni modo di riorganizzarsi

09 Lug 2026 - 23:37
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Michele Zagaria © Ansa

Michele Zagaria © Ansa

Pezzi superstiti del clan Zagaria che tentano in ogni modo di riorganizzarsi, e seppur privi della forza "militare" di un tempo, riescono a condizionare il territorio mediante reti familiari, imprenditoriali e finanziarie. Emerge dal provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Napoli - Direzione Distrettuale Antimafia (pm Ranieri, Toscano e Gagliardi) - nei confronti di otto persone ritenute esponenti di spicco e gregari del clan fondato da Michele Zagaria, l'ala più imprenditoriale del clan dei Casalesi. I fermi sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta.

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L'indagine scatta una fotografia molto attuale, visto che prende in considerazione episodi violenti e attentati posti in essere dagli indagati per affermare il predominio del clan appena nello scorso inverno, come gli attentati dinamitardi che hanno colpito una cornetteria e una pizzeria di Casapesenna, comune del Casertano storica roccaforte del clan Zagaria.

Un clan che, secondo la Dda, continua a gestire affari, si interessa di pubblici appalti e dei rapporti, anche diretti, con ambienti amministrativi locali, e che si aggrega attorno a figure appartenenti a storiche famiglie malavitose, come Costantino Garofalo, 29enne esponente in decisa ascesa nel clan, che costituisce attualmente l'elemento di raccordo operativo tra i vari personaggi legati alla fazione Zagaria. Per la Procura un camorrista "convinto", che quando apprende la notizia della collaborazione di Francesco "Sandokan" Schiavone, esclama con il suo interlocutore "... E' finito il mondo ! ..".

Con Garofalo sono stati fermati esponenti del clan più anziani ed esperti come i fratelli Aldo e Raffaele Nobis, 56 e 60 anni, con il primo ritenuto una figura carismatica nel clan, che avrebbe per primo introdotto nella cosca il business delle bische clandestine, mentre il secondo ha storici legami con Carmine e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, di recente coinvolti in un'altra indagine anticamorra; i due Nobis sono poi fratelli di un altro storico luogotenente di Zagaria, Salvatore Nobis detto "Scintilla".

Tra le attività del clan anche il "servizio risoluzione privata dei conflitti interprivatistici"; dalle indagini è infatti emerso che Costantino Garofalo si sarebbe fatto consegnare da due persone la somma di 15mila che questi ultimi avrebbero truffato a due suoi conoscenti, che gli avevano chiesto di intervenire.

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