Morto dopo nove anni di coma per un formaggio a latte crudo, la commozione del papà: "Abbiamo perso la felicità"
Giovanni Maestri, in diretta a "Morning News", ricorda il calvario del piccolo Mattia: "Aveva più di 30 crisi epilettiche al giorno"
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Dopo nove anni di coma, conseguenza di un’intossicazione da formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli, il tredicenne Mattia Maestri, di Coredo, in Trentino, è morto. A darne notizia è il padre, Giovanni Battista, che in tutti questi anni ha lottato per ottenere giustizia e che, in diretta a "Morning News", si commuove mentre ripercorre il calvario affrontato dal figlio.
"Prendeva 47 farmaci al giorno e aveva più di 30 crisi epilettiche quotidiane", racconta l’uomo, spiegando come la malattia avesse stravolto la vita dell’intera famiglia. La moglie, per assistere Mattia in ogni momento, aveva lasciato il lavoro: "È stata la migliore infermiera che potesse avere", dice con gratitudine.
Maestri sottolinea anche di aver voluto fortemente che il figlio restasse a casa, circondato dall’affetto dei suoi cari, e non venisse trasferito in una struttura: una scelta che ha richiesto impegno costante, ma che per lui era l’unica possibile.
"Noi abbiamo perso la felicità, da allora non la proviamo più", confessa, aggiungendo di aver fatto a Mattia due promesse. "Gli avevo detto che l’avrei salvato, e non ce l’ho fatta, e che tragedie come questa non sarebbero successe mai più". Poi aggiunge, con voce rotta: "Non è possibile vedere il proprio figlio morire per un pezzo di formaggio. Questa promessa la manterrò".
