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Modena, in migliaia in piazza: "Uniti contro l'odio" | Mattarella e Meloni visitano i feriti, Piantedosi: "Fatto collocabile nel disagio mentale"

La premier e il Presidente della Repubblica hanno anche incontrato l'eroe Luca Signorelli. Una donna lotta tra la vita e la morte, tre pedoni dimessi.

17 Mag 2026 - 21:19
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Un grande abbraccio collettivo, per stare vicini dopo il sabato pomeriggio di terrore, per manifestare solidarietà ai feriti e per unirsi "contro chi semina odio". Modena ha risposto all'appello lanciato dal sindaco Massimo Mezzetti, che aveva invitato i cittadini a ritrovarsi in piazza Grande, all'ombra della Ghirlandina, torre simbolo della città, per un presidio. Una risposta che è arrivata forte con una piazza gremita da alcune migliaia di persone che hanno voluto testimoniare la reazione della città. Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato, insieme alla premier Giorgia Meloni, sia i feriti, falciati sabato in pieno centro a Modena dall'auto lanciata a tutta velocità dal 31enne Salim El Koudri,  sia l'equipe dei medici che li hanno in cura. Il bilancio di quanto successo in via Emilia è pesantissimo: otto feriti, cinque donne e tre uomini, quattro in condizioni molto gravi. Due turiste, una ragazza tedesca e una polacca, hanno subito amputazioni di entrambe le gambe e di queste una lotta tra la vita e la morte. Anche il ministro Piantedosi è stato a Modena per un vertice in prefettura.


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Piazza grande a Modena si è riempita in pochi minuti di persone, alcune migliaia stando alle prime stime, rispondendo così all'appello fatto questa mattina dal sindaco Massimo Mezzetti, che ha chiesto ai modenesi di riunirsi nel cuore della città dopo i drammatici fatti di ieri, quando un'auto a folle velocità ha travolto pedoni in pieno centro storico. Ci sono sindaci, il presidente della Regione Michele de Pascale, il presidente della Provincia Fabio Braglia. Una manifestazione di raccoglimento collettivo che il sindaco Massimo Mezzetti commenta così: "Rispondiamo in modo determinato e fermo a questa violenza. Anche per esprimere quello che questa piazza sa esprimere: una forte coesione sociale e un forte spirito di comunità che sono la migliore risposta alla paura che questa violenza vuole generare tra le persone".


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"Qui in casa non c' è più nessuno, ieri sera sono andati via tutti. Hanno caricato un po' di cose su un furgone e sono andati via". Si sarebbero allontanati dall'abitazione dove risiedevano dal 2000 a Rivarino, nel Modenese, i familiari di Salim El Koudri. Lo ha raccontato un 70enne che abita nel Comune emiliano da diversi anni: "Per quanto mi riguarda trovo che il padre e la madre siano persone ottime. Ma anche lui, il ragazzo, non si è mai comportato male, non ha mai dato adito a nulla di preoccupante. Sono rimasto completamente allibito, non credevo che avrebbe mai potuto fare una cosa del genere, non mi sembrava il tipo".


"Ciò che rende eroica una persona normale è l'istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio". Con queste parole la premier Giorgia Meloni ha risposto sui social a Luca Signorelli, che dopo aver fermato l'investitore di Modena aveva detto di non essere un eroe. "Gli eroi, in fondo, non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi. Ed è proprio in quella scelta, così umana e così luminosa, che una vita normale diventa esempio e lascia un segno destinato a restare. Grazie Luca". 


Stava andando in bici in un negozio del centro quando da lontano si è accorto della folla vicino all'incrocio, "gente sconvolta che urlava". "Così ho deciso di avvicinarmi e, senza pensarci due volte, ho prestato soccorso a una donna che aveva le gambe amputate, cercando di tamponare l'emorragia". A raccontare quei momenti di "orrore" a Modena, è un ufficiale dell'Esercito, il primo a soccorrere la donna che ha riportato l'amputazione di entrambe le gambe dopo essere stata falciata dall'auto lanciata contro la folla da Salim El Koudri.

"Mancavano una ventina di minuti alle cinque - ricorda - quando da lontano ho visto un po' di gente, all'inizio pensavo ci fosse un'esibizione di qualche artista di strada. Poi, quando mi sono avvicinato, mi sono accorto che erano tutti sconvolti, attoniti. Una donna era a terra, è stata una scena raccapricciante. Aveva le gambe amputate e spappolate. Una signora, che ho scoperto poi essere un medico, la stava già trattando e così mi sono affiancato. Dal mio zaino ho estratto la tourniquet (laccio emostatico) che porto sempre con me e ho fermato l'emorragia sulla gamba sinistra. Sulla destra ha operato un paramedico che nel frattempo era riuscito a trovare due cinture per bloccare il sangue".

Il militare, del 9° reggimento d'assalto paracadutisti Col. Moschin, ha agito d'istinto, raccontando di aver messo in pratica i "continui addestramenti" sul campo "anche in scenari simili". "Ho fatto quello che potevo fare con quello che avevo - evidenzia -. Anche i commessi dei negozi vicini hanno provato ad aiutarci con delle garze, ma purtroppo erano troppo piccole. L'Esercito mi ha insegnato questo e, senza dubbio, rifarei tutto quello che ho fatto, senza pensarci due volte. Il nostro motto è 'noi ci siamo sempre' e ieri ne abbiamo dato concretezza".

"La donna - ricorda ancora - era sotto shock, provava a tirarsi su col busto in attesa dei soccorsi. In quei momenti il tempo sembrava interminabile. Era vigile ma non mi ha detto niente. Spero stia meglio e possa riprendersi il prima possibile. Mi piacerebbe un giorno incontrarla di nuovo. Io mi sono trovato lì per caso, non cerco un ringraziamento, ho agito come avrebbe agito chiunque altro".

"All'inizio pensavo fosse stato un incidente - conclude l'ufficiale 35enne -, solo dopo mi sono reso conto che era stato un gesto volontario, quando ho visto altre persone a terra più lontane. Quello che mi ha colpito è la dissonanza tra l'evento e il posto in cui è avvenuto. In un teatro di guerra si è pronti a eventualità simili, ma in una via del centro di Modena decisamente no".


"Chiaramente gli inquirenti faranno ulteriori accertamenti", però il fatto sembra collocabile "in una situazione di disagio psichiatrico". Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, al termine di un incontro in prefettura a Modena. "Non cambia la tragicità degli effetti e quello che è successo, anzi per certi versi preoccupa", ma "per il mestiere che ci è dato di fare, registrare che non c'era nulla che ci fosse sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo ci conforta", ha aggiunto.

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Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è arrivato in prefettura a Modena insieme con il capo della Polizia Vittorio Pisani. Nel palazzo di governo è in corso un vertice insieme con il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, dopo quanto accaduto in centro, quando Salim El Koudri ha falciato la folla con l'auto che stava guidando. Il tavolo servirà per un approfondimento del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica.


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato, insieme alla premier Giorgia Meloni, all'ospedale civile di Baggiovara l'equipe di medici che ha in cura i feriti. "Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Siamo consapevoli - ha detto il Capo dello Stato - di ciò che fate ogni giorno. Siete seguiti in questo caso particolarmente con attenzione e riconoscenza da tutti i nostri concittadini"


Si è avvalso della facoltà di non rispondere Salim El Koudri, il 31enne fermato con l'accusa di strage per aver falciato la folla in centro a Modena nel pomeriggio sabato 16 maggio. La convalida del fermo, secondo quanto apprende LaPresse da fonti legali, è attesa per il primo pomeriggio di lunedì 18 maggio. Contattato al telefono da LaPresse, l'avvocato Francesco Cottafava che assiste El Koudri, ha spiegato di non essere ancora in possesso degli atti di indagine. "Il mio assistito è in uno stato di confusione totale", ha affermato.


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"Ho fatto vedere che l'Italia non è morta, c'è ancora". Lo ha detto ai giornalisti fuori dall'ospedale di Modena Baggiovara Luca Signorelli, che per primo ha bloccato Salim El Koudri, rimanendo ferito nella colluttazione con il 31enne. Signorelli ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni: "Mattarella mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che ho fatto un gesto eroico". Signorelli si è commosso tornando a ieri, "sembrava una scena di Beirut, di Gaza. Ho visto gente voltarsi dall'altra parte perché aveva paura. A volte bisogna rispondere".


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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono arrivati all'ospedale di Baggiovara (Modena) per visitare i feriti della strage di ieri pomeriggio. Sono passati davanti a giornalisti e telecamere all' ingresso. "Grazie presidente "e "bravo Mattarella" le parole della piccola folla presente, insieme ad un applauso.


Luca Signorelli, il passante che ieri ha bloccato Salim El Koudri che ha falciato la folla con l'auto, in centro a Modena, è da poco arrivato all'Ospedale di Baggiovara, dove sono attesi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al suo arrivo, è stato accolto dagli applausi delle persone che si sono radunate davanti all'ospedale.


Salim El Koudri, il 31enne fermato per il grave episodio avvenuto ieri nel centro di Modena, trascorre le ore in carcere guardando la televisione. Da quanto si apprende, parla poco e "appare spaventato". Lo riferiscono a LaPresse fonti penitenziarie. Dopo l'ingresso nella notte nell'istituto penitenziario modenese, è ora detenuto da solo in cella, in regime di isolamento giudiziario disposto dall'autorità competente.


Il presidente della repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni sono atterrati a Bologna. I due, che hanno volato su due aerei diversi dal momento che Meloni arrivava dalla Grecia, si sono incontrati in aeroporto e si recheranno adesso a Modena.


Nel primo pomeriggio la segretaria Pd Elly Schlein e il presidente dem Stefano Bonaccini, secondo quanto si apprende da fonti del partito, saranno a Modena per mostrare vicinanza alla comunità cittadina dopo che ieri il 31enne Salim El Koudri ha travolto numerosi passanti alla guida di un'auto ferendone gravemente quattro.


Meta ha cancellato i post sui social di Salim El Koudri, il 31enne che ieri a Modena ha travolto diversi passanti, ma non perché fossero di contenuto jihadista, a quanto si apprende. Alcuni avevano contenuti sessuali, altri erano comunque inappropriati rispetto alla policy dell'azienda che li ha quindi eliminati.


Allo stato, nel corso delle prime analisi svolte sui device sequestrati a Salim El Koudri, il 31enne che ieri a Modena ha travolto diversi passanti, non emergerebbero elementi che facciano pensare a percorsi di radicalizzazione o legami con gruppi jihadisti. È quanto si apprende da fonti investigative. L'ipotesi prevalente, al momento, resta dunque quella di un gesto riconducibile ai problemi mentali di cui l'uomo soffre e di cui è stato in cura.


"Togliere il permesso di soggiorno a chi delinque? Chi è stato protagonista dell'evento di ieri" a Modena "non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano". Così il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo, a margine del congresso regionale di FI in Calabria, a una domanda sull'ipotesi avanzata dalla Lega.


Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inviato una lettera al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di "valutare la proposta al Capo dello Stato della concessione della Medaglia al Valor Civile" a Luca Signorelli e a "tutti coloro che si sono resi protagonisti" di un "gesto esemplare a tutela della cittadinanza" intervenendo per bloccare l'uomo che ieri ha falciato in auto alcuni passanti. "Nel rinnovare una volta di più il mio ringraziamento alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno, con coraggio e senso del dovere, operano a tutela della sicurezza dei cittadini - afferma Tajani nella missiva -, ritengo che debba essere riconosciuto anche il coraggio civico del signor Luca Signorelli e di tutti coloro che sono prontamente intervenuti, mettendo a rischio la propria incolumità, per bloccare l'aggressore e impedire conseguenze ancora più gravi".


"Oltre a ringraziare ancora una volta Luca Signorelli", il primo a intervenire per bloccare Salim El Koudri ieri a Modena, "sottolineo che tra quelli che lo hanno immobilizzato c'erano cittadini stranieri, quindi non bisogna mai generalizzare come si fa in queste ore, vedo tanti avvoltoi". Così il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, arrivando all'ospedale di Baggiovara, spiegando che sono intervenuti due egiziani, oltre a Signorelli, e poi anche alcuni negozianti pachistani di negozi della via, per bloccare il 31enne. "Dobbiamo guardarci - ha detto - da due pericoli in questo momento: il pericolo di questi attentatori o comunque questi pazzi che scatenano questi drammi, ma anche da quegli avvoltoi che invece di unire la comunità alimentano gli incendi, gli odi e i rancori per lucrare politicamente. Fortunatamente devo dire che le diverse forze politiche comprese anche in particolare quelle d'opposizione della città, Forza Italia, Fratelli d'Italia, hanno avuto un atteggiamento molto equilibrato e molto responsabile e non hanno inseguito, questo terreno, questa deriva di sciacallaggio".


"Ieri sera, mentre rientravo a casa ho voluto telefonare a Luca Signorelli. Nonostante l'ora tarda mi ha risposto e l'ho ringraziato dal profondo del cuore per il suo gesto del pomeriggio. È stato il primo a gettarsi sul criminale che era appena uscito dall'auto. Non era tenuto a farlo ma l'ha fatto dando anche ad altri l'esempio per seguirlo. Una forza e un esempio civico a cui Modena e tutta l'Italia sta guardando con commozione e ammirazione. Gli ho detto che presto sapremo esprimere il nostro riconoscimento". Così Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, che ieri sera ha telefonato al cittadino che per primo ha bloccato Salim El Koudri.


Lotta ancora tra la vita e la morte una donna, tra i feriti di ieri a Modena. Si tratta della paziente di 55 anni ricoverata all'ospedale Maggiore di Bologna insieme al marito. Entrambi sono ricoverati in Rianimazione in condizioni definite stabili. La donna, fa sapere l'Aou di Modena in un bollettino complessivo, presenta diversi traumi: le sue condizioni sono in lieve miglioramento ma restano critiche e resta il pericolo di vita. Il marito, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile, non più in immediato pericolo di vita. La Direzione Ospedaliera del Maggiore ha attivato immediatamente una equipe di psicologi a supporto dei familiari. Si trovano ricoverati all'Ospedale Civile di Baggiovara (Modena): una donna di 69 anni, giunta in codice 3, operata nelle scorse ore, grave ma stabile; una donna di 53 anni, arrivata in codice 3, sottoposta a plurimi interventi chirurgici, le cui condizioni sono gravi. Per entrambe la prognosi resta riservata. Un uomo italiano di 59 anni, arrivato in codice 2, con trauma facciale, ha passato la notte in osservazione in Medicina d'Urgenza, per lui la prognosi è di 30 giorni. Tra i feriti, due turiste, una ragazza tedesca e una polacca, hanno perso le gambe in seguito all'urto con l'auto guidata ieri da Salim El Koudri. I medici dell'ospedale di Baggiovara sono stati costretti ad amputare gli arti per poter fermare l'emorragia in atto. Sono stati invece tutti dimessi dal Pronto Soccorso del Policlinico di Modena i seguenti pazienti: donna di 22 anni con trauma cranico (10 giorni di prognosi), uomo di 30 anni con attacco di panico (2 giorni di prognosi) e uomo di 47 anni con ferita da taglio (7 giorni di prognosi).


"Mio fratello non sta bene, ma fortunatamente non è in fin di vita. È stata una cosa terribile, devastante". Così Maria Grazia Muccini, la sorella di una delle persone travolte ieri a Modena da Salim El Koudri, alla guida dell'auto che ha falciato alcuni passanti ferendone gravemente 4. Fuori dall'ospedale di Baggiovara dov'è ricoverato il 60enne, di professione chef, la donna si ferma per qualche minuto. "Mio fratello è stato tra i primi a essere travolto all'inizio del centro storico. È lucido e vigile, si ricorda tutto. Ha visto le persone saltare per aria, lui è stato praticamente catapultato in mezzo alla strada".


"Il Segretario della Lega Matteo Salvini ha dato mandato a un gruppo di giuristi di rifinire le proposte sulla sicurezza presentate nei giorni scorsi dalle europarlamentari del suo partito, a partire dalla revoca del permesso di soggiorno agli stranieri che commettono reati, con immediata espulsione. L'obiettivo è quello di rendere effettivo e applicabile un meccanismo (sul modello della patente a punti) che preveda la revoca del permesso di soggiorno nei confronti di coloro che commettono reati gravi. Il permesso di soggiorno concesso a un immigrato è un atto di generosità e fiducia da parte del popolo italiano: se questa fiducia viene tradita, revoca del permesso ed espulsione devono diventare la regola". Così una nota della Lega. 


Un testimone racconta quei drammatici momenti: "Ero qui ieri pomeriggio, stavo andando a prendere un caffè quando ho visto un'auto correre a tutta velocità sulla via", che è all'interno della ztl. "Ho visto le persone saltare e scappare, una scena orribile. Sono tornato qui stamattina perché penso alle vittime".


Salim El Koudri, il 31enne fermato per il grave episodio avvenuto ieri nel centro di Modena, è arrivato nella notte nel carcere cittadino, intorno all'1.30. Secondo quanto apprende LaPresse, è stato collocato nella sezione "I Care", l'area dell'istituto penitenziario destinata ai detenuti considerati a rischio suicidario e situata nelle vicinanze dell'infermeria. Il 31enne condivide la cella con un altro detenuto.


La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha modificato il proprio viaggio istituzionale annullando la visita a Cipro, dove era previsto un incontro bilaterale con il Presidente della Repubblica, per fare rientro in Italia e recarsi a Modena insieme al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi.


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella visiterà i feriti nel grave episodio avvenuto nel pomeriggio di venerdì 16 maggio a Modena. Alle 11 sarà all'Ospedale Baggiovara di Modena e alle 12 all'Ospedale Maggiore di Bologna, dove sono ricoverati le 8 vittime, falciate ieri con l'auto da Salim El Koudri, che ha poi accoltellato un passante che cercava insieme ad altri di bloccarlo. Lo si apprende dal Quirinale.

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