È "incontestabile" il reato di "detenzione di un'arma con matricola abrasa con caricatori e relative cartucce" e "appare indicativo della elevatissima pericolosità del soggetto". Lo scrive la pm di Milano Sara Ombra nella richiesta di convalida dell'arresto e di custodia cautelare in carcere a carico del trapper Tony Boy, 26enne nato a Padova, all'anagrafe Antonio Hueber, finito in cella sabato per detenzione a fini di spaccio di cocaina, marijuana e hashish e di una pistola Beretta calibro 6.35 "clandestina" e una cinquantina di munizioni. Il cantante sarà interrogato martedì a San Vittore dalla gip Chiara Valori. Nominato come suo legale di fiducia l'avvocato Niccolò Vecchioni, difensore di altri famosi trapper passati per vari guai giudiziari, tra cui Baby Gang e Simba La Rue.
Gli atti dell'arresto
La pistola era stata "nascosta nella stanza da letto sopra l'armadio". Gli investigatori, tra l'altro, scrivono che nel giardino della villetta dove Tony Boy abita in affitto sono state trovate "sei bombole di elio vuote" e dentro casa altre cinque piene. L'elio, si legge negli atti, viene "utilizzato come sostanza che causa alterazioni psicofisiche e allucinogene". Secondo gli investigatori, il rischio è che molti minorenni "emulino personaggi di rilievo sui social come Hueber". Per la Procura, ci sono "gravi indizi" anche in relazione all'accusa di spaccio di droga. Tra gli elementi quel "bilancino di precisione" trovato in camera e non in cucina. Come esigenza cautelare per chiedere il carcere, la pm contesta il pericolo di reiterazione dei reati anche "con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale".
La pm scrive che gli agenti, per effettuare la perquisizione in casa del rapper, sono riusciti a "vincere le immotivate e pretestuose resistenze dell'indagato" e dell'altra persona che era con lui, entrambi "ostili, diffidenti e insofferenti". Sempre negli atti si legge che, oltre ad aver indagato un sudanese di 32 anni per resistenza a pubblico ufficiale, ossia l'uomo con "precedenti" per droga che era in macchina con il cantante, gli agenti hanno anche identificato un tunisino di 31 anni, "amico e collaboratore di Hueber". Cantante che, si legge ancora, ha precedenti per "reati contro la persona". Il sudanese, come risulta dagli atti, ha detto agli investigatori di "far parte del suo staff e di accompagnarlo costantemente" durante i concerti. Sempre negli atti, poi, oltre alla ricostruzione di quel video live sui social girato con il telefono dal trapper, viene riportato anche ciò che avrebbe detto il 26enne tentando di impedire la perquisizione, usando frasi come "dove sta il mandato? Non potete stare qui... uscite fuori".
