atm chat © Da video
Si allarga il quadro dell'inchiesta sulla chat WhatsApp "Ticinese Staff", il gruppo interno di dipendenti Atm finito al centro delle polemiche dopo la diffusione di immagini e commenti a sfondo sessista. Secondo quanto riporta "Il Giorno", i partecipanti al gruppo erano otto. Tra loro figuravano due autisti: l'unico indagato dalla Procura di Milano è un 58enne per accesso abusivo a sistema informatico. Il suo nome è emerso dopo la pubblicazione di schermate contenenti fotografie di donne e messaggi ritenuti offensivi. L'altro conducente, al momento non coinvolto formalmente nelle indagini né sottoposto a perquisizione, è un dipendente di lunga esperienza che in passato era stato anche premiato dall’azienda per l’impegno professionale e lo spirito di collaborazione dimostrato sul lavoro.
Un ispettore e impiegati amministrativi nel gruppo
Degli altri sei componenti della chat, uno risulta pensionato, mentre cinque occupano ruoli amministrativi all’interno dell'azienda. Tra questi compare anche un ispettore, figura che ricopre incarichi di responsabilità nell’organizzazione aziendale. Nei giorni scorsi quattro persone, oltre all'unico indagato, sono state sottoposte a perquisizione in qualità di terzi non indagati. Gli investigatori hanno acquisito dispositivi elettronici e telefoni cellulari per verificare l’eventuale presenza di immagini, video e comunicazioni riconducibili ai contenuti contestati. Gli interessati hanno confermato la propria presenza nella chat, sostenendo tuttavia di non aver mai visualizzato la fotografia al centro dell'indagine.
Copie forensi dei cellulari e verifiche sugli scambi
Le attività investigative sono proseguite con la copia forense degli smartphone sequestrati. Gli accertamenti puntano a ricostruire nel dettaglio le conversazioni avvenute nel gruppo e ad accertare eventuali diffusioni successive dei contenuti. Secondo quanto emerso, alcuni dei dipendenti coinvolti avrebbero cancellato o tentato di cancellare messaggi e tracce della chat dopo l'esplosione del caso. Al momento, però, gli elementi raccolti indicherebbero che soltanto l’unico indagato avrebbe condiviso immagini ottenute dai monitor presenti nelle cabine di guida.
Le scuse all'azienda e le sospensioni
Poco prima di ricevere il provvedimento di sospensione cautelare a tempo indeterminato senza stipendio, tre dipendenti si sarebbero presentati ai vertici aziendali per esprimere il proprio rammarico per quanto accaduto e manifestare disponibilità a collaborare con gli accertamenti in corso. Uno di loro avrebbe inoltre fornito ulteriori dettagli sulla composizione del gruppo, contribuendo a identificare tutti i partecipanti della chat.
Atm ha motivato le sospensioni facendo riferimento alla compromissione del rapporto fiduciario con i lavoratori coinvolti. Secondo l'azienda, chi era a conoscenza della presenza di immagini ottenute in modo irregolare avrebbe dovuto segnalarne immediatamente l’esistenza, soprattutto nel caso di figure con responsabilità di controllo e coordinamento.
L'inchiesta ruota attorno a una chat interna di dipendenti Atm nella quale sarebbero state condivise fotografie di passeggere accompagnate da commenti sessisti. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per accesso abusivo a sistema informatico e, al momento, l'unico indagato resta un autista dell'azienda. Atm ha disposto la sospensione dei dipendenti coinvolti, mentre gli investigatori stanno analizzando i dispositivi sequestrati per chiarire eventuali responsabilità e accertare la diffusione dei contenuti all'interno del gruppo.
