IL PROCESSO A GIOVANNI LUPPINO

Matteo Messina Denaro, condannato a 9 anni l'autista del boss di Cosa Nostra

Giovanni Luppino venne arrestato il 16 gennaio del 2023 insieme al capomafia fuori dalla clinica in cui il "padrino" si sottoponeva a chemioterapia

27 Mar 2024 - 10:04
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Il gup di Palermo ha condannato a 9 anni Giovanni Luppino, l'imprenditore di Campobello di Mazara (Trapani) che ha fatto da autista al boss Matteo Messina Denaro negli ultimi tempi della sua vita da ricercato. L'accusa è di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati. Luppino ha inoltre chiesto soldi per conto del capomafia e, insieme ai suoi figli arrestati a febbraio, ha curato spostamenti, traslochi e diversi aspetti organizzativi della latitanza del padrino di Castelvetrano.

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Chi è Giovanni Lupino, l'autista del boss Matteo Messina Denaro

 Giovanni Luppino, insospettabile commerciante di olio, venne arrestato il 16 gennaio del 2023 insieme a Messina Denaro fuori dalla clinica la Maddalena, la struttura sanitaria in cui il capomafia, da tempo malato di cancro, si era prima operato per delle metastasi al fegato e poi si sottoponeva alla chemioterapia. Nella sua auto vennero trovati due cellulari rigorosamente staccati, una precauzione presa per evitare le intercettazioni.

La difesa di Luppino

 Ai carabinieri Luppino disse di aver conosciuto mesi prima il suo passeggero ma di ignorarne la vera identità. "E' venuto a chiedermi un passaggio per Palermo questa mattina", si giustificò. Ma alla tesi dell'indagato la Procura non ha mai creduto. Con il passare dei mesi e i nuovi accertamenti svolti la posizione dell'imprenditore si è andata aggravando perché i magistrati hanno scoperto che i passaggi alla clinica erano stati ben 50, altro che conoscenza occasionale. E che l'imputato aveva chiesto denaro ad altri imprenditori per conto del capomafia. Una circostanza confermata in aula da due testimoni che, insieme agli altri elementi trovati a carico di Luppino, ha indotto i pm a modificare la contestazione in associazioni mafiosa.

Fotogallery - Matteo Messina Denaro, tumulazione blindata al cimitero di Castelvetrano (Trapani)

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Col tempo la versione dell'autista del boss si è modificata. L'imprenditore ha raccontato al gup che a fargli conoscere Messina Denaro spacciandolo per un suo cugino, nel 2020, era stato un compaesano, Andrea Bonafede (il geometra che prestò l'identità al capomafia ndr), che gli avrebbe chiesto di accompagnarlo a Palermo per delle cure. Il capomafia gli sarebbe stato presentato col nome di Francesco Salsi e solo dopo tempo Luppino ne avrebbe conosciuto la vera identità. Da allora "per ragioni umanitarie", sapendo che il boss era gravemente malato, avrebbe continuato ad accompagnarlo alle terapie.

Anche i figli di Luppino coinvolti nell'assistenza al boss

 Secondo l'accusa, il ruolo fondamentale di Luppino nella latitanza del boss sarebbe dimostrato anche dalla sua scelta di coinvolgere i figli nell'assistenza al latitante. Erano loro, infatti, a custodire la macchina del padrino, a organizzare i suoi traslochi da un covo all'altro e a dargli aiuto e sostegno nei difficili spostamenti che dovette gestire in occasione dell'ultimo intervento chirurgico.

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