la nuova misura

Usava i social dai domiciliari, Mario Adinolfi va in carcere

Era recluso a casa da luglio nell'ambito di un'inchiesta per truffa, abusivismo finanziario e reati fiscali

21 Set 2026 - 10:13
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L'uso ripetuto dei social mentre si trovava agli arresti domiciliari costa il carcere a Mario Adinolfi. Il nuovo provvedimento, disposto dal gip di Roma, è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza della Capitale. Lo stesso Adinolfi lo ha anticipato sui suoi profili, pubblicando anche una foto dei provvedimenti: "Mi portano in carcere perché scrivo su Facebook. Sono il primo italiano nella storia a subire questo tipo di arresto".

Alla base dell'aggravamento della misura ci sarebbe una "reiterata e sistematica violazione delle prescrizioni contenute nell'originaria ordinanza cautelare, con la quale era stato imposto all'indagato il divieto di utilizzare, in qualsiasi forma, dispositivi telefonici, informatici e telematici, fatta eccezione per i contatti con il proprio difensore". Gli accertamenti avrebbero documentato numerose violazioni attraverso l'utilizzo dei social network. Una condotta che ha portato a una nuova valutazione delle esigenze cautelari, anche per il rischio di reiterazione del reato e il pericolo di inquinamento probatorio.

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L'inchiesta

 Mario Adinolfi si trovava ai domiciliari dallo scorso luglio nell'ambito di un'indagine nata da diverse denunce e querele. Secondo l'ipotesi investigativa, alcune persone gli avrebbero affidato ingenti somme di denaro convinte di partecipare a un "Betting Group" chiamato "Scommessa Collettiva", promosso attraverso i social network. I denuncianti sostengono di non avere ottenuto, integralmente o in parte, né la restituzione del denaro versato né la remunerazione prospettata. Ad Adinolfi vengono contestati truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi. In occasione della misura disposta a luglio era stato eseguito anche un sequestro preventivo per oltre 400mila euro.

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