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Strage alla discoteca di Corinaldo, indagato anche il sindaco | "Autorizzò il locale ma era un magazzino agricolo"

Secondo la procura lʼedificio ha evidenziato "gravi carenze ed era inidoneo allʼuso per spettacoli pubblici"

C'è anche il sindaco di Corinaldo, Matteo Principi, tra gli 8 nuovi indagati dalla procura di Ancona nell'inchiesta sulla strage della discoteca di Corinaldo. Qui, nella notte tra il 7 e l'8 dicembre, morirono sei persone. Principi, in qualità di presidente della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, che rilasciò i permessi, è accusato di concorso in omicidio e disastro colposo e falsità ideologica in atto pubblico.

Indagata tutta la commissione - Oltre che nei confronti di gestori, proprietari e un addetto alla sicurezza, già indagati nel procedimento per la morte di sei persone nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, la Procura procede anche per i componenti della Commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei Comuni associati di Corinaldo e Castelleone di Suasa nell'unione Misa e Nevola. Per loro si valutano le ipotesi di concorso in omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falsità ideologica in atto pubblico.

La discoteca era in realtà un magazzino agricolo - E' "tuttora classificato come "magazzino agricolo" l'immobile sequestrato che ospita la discoteca Lanterna Azzurra, poiché il suo "cambio di destinazione d'uso non è mai stato formalmente rilasciato" e conseguentemente "non è mai stato rilasciato un certificato di agibilità urbanistica". Lo scrive la Procura a proposito delle indagini svolte con l'ausilio delle consulenze tecniche.

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