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Discoteca Corinaldo, carabinieri: "Venduti 680 biglietti, staccati 460"

Secondo il comandante provinciale dei cc di Ancona, Cristian Carrozza "il numero delle persone effettivamente presenti è ancora in corso di accertamento"

Discoteca Corinaldo, carabinieri: "Venduti 680 biglietti, staccati 460"

Per il concerto di Sfera Ebbasta finito in tragedia a nella discoteca "Lanterna azzurra" di Corinaldo (Ancona), "sono stati venduti 680 biglietti, di cui 180 on line, mentre quelli staccati, cioè effettivamente trovati nel cassetto del locale sono 460". Lo ha affermato il comandante provinciale dei carabinieri di Ancona, Cristian Carrozza, sottolineando che "il numero delle persone che erano effettivamente presenti è ancora in corso di accertamento".

Secondo Carrozza "la capienza della sala del concerto è di 459 persone, due le sale aperte al piano terra, mentre quella interrata non era fruibile. La cifra di diffusa sabato di circa 1.400 biglietti si basava sui numeri delle matrici".

Nella giornata di sabato si era diffusa l'ipotesi di omicidio colposo plurimo per i gestori del locale che avrebbero violato le norme sicurezza a partire dai 1.400 biglietti che si pensava fossero stati venduti a fronte di 469 posti disponibili.

In un'intervista a QN, uno dei tre gestori della discoteca, Marco Cecchini, si difende: "Non c'erano 1.400 persone come dicono tutti. Assolutamente. Secondo me non arrivavano a mille, anzi calcolando quelli che erano fuori a fumare, dentro ce n'erano poco più di 800. E' un locale che ha contenuto molta più gente".

Sulla sicurezza, aggiunge, "sono tranquillo. Ho un contratto con un'agenzia che mi ha garantito 11 bodyguard. E avevo un'ambulanza a disposizione", afferma Cecchini. "Credo di essere nel mirino. Sto ricevendo minacce di morte, scrivono sui social ogni cattiveria, mi vogliono in galera ma io non ho fatto niente di diverso di tutte le altre volte quando, lo giuro, c'erano state anche più persone".

Per quanto riguarda le indagini, gli investigatori hanno già ascoltato 80 persone, e continuano ad ascoltare i testimoni. A quanto si apprende le testimonianze sono diverse tra loro, c'è chi non ha visto niente, chi non ricorda, chi parla di un ragazzo col cappellino ma non ha visto usare spray anti aggressione, chi indica un ragazzo col cappuccio nero. Si continua quindi a lavorare sia sulle testimonianze che sui video girati soprattutto dai ragazzi nel locale per arrivare all'identificazione.

"Verrà fatto al più presto un sopralluogo tecnico nella struttura - ha aggiunto il comandante provinciale dei carabinieri, Cristian Carrozza -. Vedremo se la struttura era a norma". Al momento "a livello di autorizzazioni i primi accertamenti hanno acclarato la regolarità. Sulla struttura invece ci sarà da indagare, è tutto lì il fulcro dell'indagine".

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