duplice omicidio

Lucca, uccide la moglie e il figlio con un fucile da caccia: "Mi sono liberato di loro"

Il dramma nel primo pomeriggio a Pieve di Camaiore. Il figlio nel 2022 scriveva: "Per mio padre meglio morto che gay"

24 Giu 2026 - 21:48
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
videovideo

Una tragedia familiare si è consumata nel primo pomeriggio a Pieve di Camaiore, in provincia di Lucca, dove un uomo di 63 anni, Piero Moriconi, ha ucciso la moglie e il figlio all'interno della loro abitazione utilizzando un fucile da caccia. A perdere la vita sono stati Kathy Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko Moriconi, di 24 anni. Inutili i soccorsi del personale del 118, intervenuto con ambulanze ed elisoccorso: per entrambi non c'è stato nulla da fare. A dare l'allarme sono stati alcuni vicini, allarmati da quanto stava accadendo nell'abitazione. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia, che hanno fermato il 63enne ancora presente nella casa.

Google Preferred Site

"Mi sono liberato di loro"

 Secondo una prima ricostruzione, l'uomo avrebbe giustificato il gesto con una frase pronunciata davanti a parenti e conoscenti accorsi sul posto: "Mi sono liberato di loro". Avrebbe inoltre raccontato di aver riposto il fucile utilizzato per il duplice omicidio dopo aver sparato. Stando alle prime informazioni raccolte dagli investigatori, il figlio era stato a pranzo da alcuni parenti e sarebbe rientrato a casa intorno alle 14.30. Poco dopo, per ragioni ancora in fase di accertamento, il padre avrebbe impugnato l'arma da caccia e aperto il fuoco contro la moglie e il giovane.

© Facebook

© Facebook

I dissidi familiari

 Alcuni residenti della zona hanno riferito dell'esistenza di tensioni e contrasti all'interno della famiglia. Nel piccolo borgo, anche per i motivi di parentela, in molti avevano colto diversi segnali di disagio nel 63enne.

Le parole del cognato

 Un familiare in queste ore, parlando dell'uomo, avrebbe riferito ai cronisti che in famiglia "gli davano noia. Lui era un bonaccione - ha sostenuto l'uomo - lo dicono tutti" ma "non ne poteva più". In quella casa, ha aggiunto il familiare, "urlavano, lo volevano anche picchiare", "quando a volte veniva a casa mia si vedeva che c'era" qualcosa che non andava e anche "mia moglie mi diceva 'Speriamo che Piero non combini qualcosa'". 

Una vicina "Era un bravo uomo"

 Una vicina di casa parlando di Piero Moriconi, lo avrebbe descritto come "un bravo uomo": "non so se c'erano state delle liti, ci siamo visti pochi giorni fa, ci siamo salutati anche con la moglie", riporta l'agenzia di stampa Ansa. E ora "sono senza parole. Abbiamo parlato tante volte, lo conoscevo, era un bravo uomo davvero". 

Nessuno dunque si sarebbe aspettato un epilogo così drammatico. L'uomo è stato accompagnato in caserma dai carabinieri. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando la natura dei dissidi familiari che potrebbero aver preceduto la tragedia.

Il post del figlio sui social

  Intanto emerge in queste ore un post del figlio di Piero Moriconi, scritto nel 2022. "È brutto pensare - scriveva Mirko Moriconi sui social - che un padre ti preferisca morto che gay". Saranno gli investigatori a chiarire se questo messaggio, di alcuni anni fa, possa essere o meno il movente della strage. 

Ti potrebbe interessare

videovideo