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Lourdes, una cieca accompagna una donna in sedia a rotelle: "Siamo un mito"

Roberta è ipovedente a causa di una malattia genetica, Patrizia è affetta da sclerosi multipla. Questo però non le ferma: "Siamo libere di andare dove ci pare"

Una donna spinge un'amica sulla sedia a rotelle, sono belle, sorridenti, allegre. Mentre passeggiano cantano una canzone: "Siamo un mito", una versione personalizzata degli 883. "Che problema c'è? Siamo libere di andare dove ci pare", dice Patrizia Matacena, di 55 anni, in carrozzella a causa della sclerosi multipla. A guidarla infatti è un'accompagnatrice speciale: Roberta Cotronei di 56 anni, affetta da retinite pigmentosa, una malattia genetica che l'ha resa cieca. Le rispettive malattie non fermano però le due donne. Il video della loro passeggiata è stato girato durante un viaggio a Lourdes e in poche ore ha fatto il giro della rete.

"Questo video è un messaggio di gioia e felicità. L'ha voluto pubblicare mia figlia e io sono stata d'accordo", dice la Matacena al Mattino di Napoli. La 55enne, affetta da sclerosi multipla, spiega di essere andata a Lourdes con i volontari dell'Ordine di Malta "per ringraziare e non per chiedere". Patrizia è napoletana, ha due figli e un nipotino. "La malattia mi ha tolto la forza nelle gambe, ma mi ha dato il coraggio di affrontare e risolvere i problemi. E poi grazie ai miei figli, agli amici che mi sono sempre stati accanto: devo molto anche a loro se ce l' ho fatta. Potrà sembrare strano, ma vi assicuro che sono stata fortunata e voglio dirlo soprattutto a chi vive facendosi un sacco di problemi che magari nemmeno ha".

Insieme a Patrizia, a Lourdes per dire "grazie" c'era anche Roberta affetta da retinite pigmentosa, una malattia genetica che l'ha colpita a vent'anni facendole lentamente perdere la vista. Ma questo non ha fermato la Cotronei dal laurearsi alla London school of economics e dal diventare un'insegnante d'inglese. "Eravamo a Lourdes, non ne potevamo più di stare in camera, avevamo voglia di uscire. Con Patrizia ci siamo dette: perché no? Una non ci vede e l'altra non cammina. Se ci diamo una mano possiamo andare dove ci pare. E così abbiamo fatto. Purtroppo ci siamo imbattute quasi subito in una delle nostre affettuosissime accompagnatrici: siete pazze, dove state andando tutte e due?", racconta la donna.

La passeggiata è finita presto, ma hanno dimostrato ugualmente che tutto si può fare. "Così è nato quel video: un gioco ma anche un messaggio forte - dice Roberta. - Mi sono disperata per anni quando ho capito che non avrei mai più riavuto la vista, poi ho smesso di farlo. Che senso ha passare la vita a tormentarsi per quello che non si ha? Nessuno, allora godiamoci ciò che abbiamo e andiamo avanti. Vi assicuro che sono molto felice e soddisfatta". La 56enne ora è in partenza per New York per presentare il progetto "Blind Vision" promosso dall'Unione ciechi di Napoli dove lei è coordinatrice della commissione pari opportunità. "Avevo solo vent'anni quando ho scoperto la mia retinite. Ho fatto di tutto prima di arrendermi alla malattia. Poi però, come Patrizia, ho trovato la forza e il coraggio di reagire e adesso sono qui, contenta di quello che sono", conclude Roberta.

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