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"Serve un'autocertificazione speciale per Babbo Natale": la richiesta di un bimbo brianzolo al premier Conte

"Le prometto che, oltre al lattino caldo e ai biscotti, metterò sotto l'albero anche l'igienizzante", scrive il piccolo di Cesano Maderno

Babbo Natale, letterina, bambini
istockphoto

Il Natale del 2020 sarà ricordato come una festa senza baci e abbracci, cenoni e tombolate. Tutta colpa del coronavirus, che ci impone nuove regole e restrizioni. Così al piccolo Tommaso, un bimbo di 5 anni di Cesano Maderno (Monza Brianza), è venuta l'idea di un'autocertificazione speciale per Babbo Natale affinché, almeno lui, posso viaggiare per una notte nonostante il lockdown. E Tommaso, con l'aiuto dei genitori, ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte con la sua proposta.

"Caro Presidente Conte, mi chiamo Tommaso Z., abito a Cesano Maderno (MB), ho 5 anni e frequento la Scuola dell’infanzia SantAnna. In famiglia e a scuola seguiamo tutte le regole e le sue disposizioni. Igienizziamo sempre le manine, stiamo a distanza dalle altre persone e gli adulti mettono la mascherina", si legge nella lettera riportata da Monza Today.

 

"Questa mattina ho chiesto alla mamma quanti giorni mancano a Natale perché sono preoccupato per Babbo Natale. Volevo chiederLe se può fare una autocertificazione speciale per consentirgli di consegnare i doni a tutti i bambini del mondo. So che Babbo Natale è anziano ed è pericoloso andare nelle case, ma lui è bravo e metterà sicuramente la mascherina per proteggersi".

 

"Le prometto che, oltre al lattino caldo e ai biscotti, metterò sotto l’albero anche l’igienizzante. Le auguro buon lavoro e spero che potrà fare questa eccezione solo per lui. Aspetto la Sua riposta almeno lo posso dire ai miei amici. Grazie, Tommaso". E in attesa di sapere cosa gli dirà il premier, il bimbo continua a sognare di fare l'elfo per poter aiutare Babbo Natale a preparare i doni per i piccoli di tutto il mondo.

 

Covid, in piazza Plebiscito a Napoli un bimbo in marmo incatenato a terra: ecco la scultura "Look-down" di Jago

Un bimbo rannicchiato con un polso incatenato. E' la scultura in marmo bianco sistemata al centro di piazza Plebiscito a Napoli. L'opera, firmata da Jacopo Cardillo alias Jago, si intitola Look-down, un gioco di parole sul lockdown per invitare tutti a "guardare in basso", verso quelle larghe fette della società che sono più fragili e indifese. Proprio come questo bambino, sono rese vulnerabili dalle conseguenze della pandemia di natura sociale ed economica. L'artista spiega: "Il significato della mia opera? Andatelo a chiedere a tutti quelli che, in questo momento, sono stati lasciati incatenati nella loro condizione". 

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