Cercano quiete dal caos della città e refrigerio dal caldo torrido. Ma i turisti in vacanza a Serina, borgo di 2mila anime in val Brembana (Bergamo) sono finiti al centro delle polemiche dopo le lamentele per i suoni prodotti dai numerosi campanacci indossati dalle mucche al pascolo. "Ci sono più rumori in città", dice a "Morning News" Fabrizio, allevatore, che spiega come lo strumento non ricopra solo una funzione folcloristica.
Il "concerto" involontario prodotto dalle mandrie ha messo in fuga molti villeggianti esasperati dal continuo fragore responsabile, a loro dire, di notti insonni in un posto dove si va prima di tutto per riposare. "Loro non sono abituati ma i campanacci li mettiamo per sentire dove vanno, soprattutto se si perdono nei boschi", prosegue l'allevatore.
Dalla localizzazione al richiamo reciproco fino all'allontanamento di possibili predatori: per chi lavora nei campi a stretto contatto con questi animali i tradizionali campanacci assolvono a funzioni fondamentali per assicurare la qualità del pascolo. A scendere in campo in difesa delle mucche era stato anche il sindaco di Serina, Michele Villarboito, sottolineando come le mucche siano parte integrante dell'identità del paese ai piedi delle Alpi Orobie.
Non tutti i turisti però si lamentano e c'è chi associa il suono corale prodotto dalle mandrie a ricordi personali lontani nel tempo. "Il rumore del campanaccio mi fa ritornare indietro negli anni, a quando ero ragazzino", spiega un vacanziero giunto da Milano dove spopolano i suoni dei clacson. "Da casa mia sento i campanacci ma è piacevole perché richiama l'essenza della montagna", dice all'inviato del programma di Canale 5 un'altra turista.
