La montagna, in questi giorni di caldo tropicale, è il luogo migliore per trovare ristoro e temperature più sopportabili. Come è normale che sia, le località in quota sono prese d’assalto da folle di gitanti che cercano scampo all’afa e che vogliono cogliere l’occasione per una gita all’aria aperta, per una passeggiata, un’escursione o una pedalata in Mountain bike. Purtroppo, come spesso accade nelle giornate di grande affluenza, la cronaca registra un numero elevato di incidenti, dovuti spesso alla leggerezza con cui si affrontano salite e trekking senza la necessaria attrezzatura e senza prestare attenzione ad alcune norme elementari di sicurezza. Facciamo il punto e ricordiamo sulle regole di prudenza e di buon senso sulle quali non ci si possono permettere deroghe e distrazioni. Ecco una guida pratica in dieci punti per muoversi in sicurezza, specie se non siamo allenati e se abbiamo con noi dei bambini.
1. Pianificazione intelligente dell'itinerario - La preparazione di una gita comincia a tavolino. Prima di partire è fondamentale studiare attentamente il percorso, valutando con realismo i tempi di percorrenza, la lunghezza del tracciato e il dislivello. Il percorso scelto deve sempre essere calibrato sulle capacità del componente meno allenato del gruppo, evitando di basarsi solo su foto viste online senza verificarne la reale difficoltà tecnica. Un buon indicatore su cui basarsi può essere il dislivello previsto dal tracciato, che indica a colpo sicuro la pendenza della salita da affrontare.
2. Controllo costante del meteo locale - Il meteo in alta quota può cambiare con estrema rapidità, trasformando una piacevole giornata di sole in una situazione difficile da affrontare. In questi giorni di caldo intenso, i temporali sono in agguato e affrontarli in piena escursione può essere un problema. È indispensabile consultare i bollettini meteo specifici della zona nelle ore immediatamente precedenti alla partenza: se le previsioni indicano instabilità o rischio di temporali pomeridiani, è saggio anticipare la partenza all'alba, o rimandare l'escursione, cambiando itinerario. Se nonostante tutto il mal tempo dovesse sorprenderci per strada, ricordiamo che il pericolo maggiore viene dai fulmini: evitiamo di sostare sotto gli alberi isolati, allontaniamo gli oggetti metallici appuntiti, sediamoci accovacciati sul nostro zaino (se è asciutto), isolando il più possibile il corpo dal terreno, e restando a una certa distanza gli unici dagli altri, e aspettiamo che la burrasca passi prima di recuperare l’attrezzatura e rimetterci in cammino. A questo punto, prestiamo la massima attenzione al sentiero che può essere diventato scivoloso.
3. Abbigliamento a strati e scarpe adatte - L'abbigliamento deve rispondere efficacemente agli sbalzi termici: vale sempre la regola di vestirsi "a cipolla", utilizzando tessuti tecnici traspiranti che si asciugano rapidamente. L'elemento non negoziabile sono le calzature: servono scarponcini o scarpe da trekking con suola scolpita, capace di garantire aderenza su fango e roccia bagnata. Le sneaker lisce da città vanno tassativamente lasciate a casa come pure i sandali aperti, le infradito e le ciabatte.
4. Uno zaino ben organizzato - Anche per una passeggiata breve, lo zaino deve contenere alcuni elementi salvavita. Non devono mai mancare una giacca impermeabile e antivento, un pile leggero di ricambio, una torcia (o lampada frontale) e un piccolo kit di primo soccorso con cerotti per le vesciche, disinfettante e bende. Un piccolo spazio va sempre dedicato alla cura di sé, includendo occhiali da sole e crema solare ad alta protezione per evitare scottature dovute ai forti raggi d'alta quota.
5. Alimentazione e idratazione corrette - In montagna il corpo consuma molta energia, anche se non si percepisce subito la fatica. È necessario portare con sé almeno un litro e mezzo d'acqua a persona, preferibilmente arricchita con sali minerali. Per i pasti, meglio evitare cibi pesanti che rallentano la digestione e i riflessi; sono ideali spuntini leggeri ma energetici da consumare durante il cammino, come frutta secca, barrette di cereali o cioccolato fondente.
6. A misura di bambino: pause e coinvolgimento - Se si cammina con i bambini, l'escursione va trasformata in un'avventura e non in una marcia forzata. I ritmi vanno adattati ai loro passi, prevedendo soste frequenti per idratarsi e riposare. Un ottimo modo per non farli annoiare è coinvolgerli attivamente, insegnando loro a cercare i classici segni bianchi e rossi sui sentieri o i cartelli segnaletici, e fissando una meta intermedia stimolante, come un prato dove giocare o un rifugio.
7. Sicurezza sulle due ruote (Bici ed E-Bike) – se l’escursione avviene in bicicletta e in e-bike ci sono alcune norme specifiche da rispettare. Non deve mai mancare il casco protettivo, allacciato nel modo corretto, è tassativo sia in salita che in discesa; prima di partire è bene controllare lo stato dei freni e la pressione delle gomme. Se si utilizza una bicicletta a pedalata assistita, è fondamentale calcolare il consumo della batteria per assicurarsi di avere abbastanza autonomia per coprire anche il viaggio di ritorno. I cicloturisti devono a volte condividere i sentieri con gli escursionisti a piedi: sulle strade sterrate e sulle ciclovie è importante mantenere sempre la destra, moderare la velocità e segnalare il proprio arrivo con il campanello o a voce, soprattutto in prossimità delle curve a gomito. Le bici non devono mai avventurarsi sui sentieri stretti o nei tratti esplicitamente vietati alle due ruote, per non danneggiare il terreno e non mettere a rischio i pedoni.
8. Se accendiamo un fuoco per il barbecue - Prestiamo la massima attenzione allo spegnimento completo delle braci prima di allontanarci: basta una scintilla trasportata dal vento, per scatenare un incendio anche di grandi dimensioni. Non si devono cogliere fiori né disturbare gli animali, selvatici o al pascolo.
9. Tecnologia e comunicazione - Prima di mettersi in viaggio, lo smartphone deve essere caricato al 100% ed è consigliabile portare con sé un powerbank di riserva. È un'ottima abitudine installare sullo smartphone applicazioni dedicate alla sicurezza come GeoResQ, gestita dal Soccorso Alpino, che permette l'invio della propria posizione geografica in caso di necessità. Inoltre, è buona norma comunicare sempre a un familiare o alla reception dell'hotel l'itinerario preciso che si intende seguire.
10. Il rispetto per la natura e per i propri limiti - La vera consapevolezza si vede nel rispetto dell'ambiente e delle proprie forze. No alle escursioni troppo difficili, specie se siamo poco allenati; ricordiamo che in caso di sosta, dobbiamo portare via tutti i rifiuti, compresi torsoli o bucce. Infine, l'aspetto più importante: saper tornare indietro se ci sentiamo stanchi o se le condizioni meteo peggiorano: non è una sconfitta, ma una decisione saggia e ponderata, per tutelare noi stessi e chi viaggia con noi.
