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Milano, un ebreo accoltellato in strada Indaga la Procura antiterrorismo

La vittima, 40 anni, è ricoverata in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita. Sgomento nella Comunità ebraica. Paura di esportazione dellʼIntifada dei coltelli

Milano, un ebreo accoltellato in strada Indaga la Procura antiterrorismo

Un ebreo ortodosso è stato accoltellato a Milano. Il 40enne Nathan Graff è stato aggredito davanti a una pizzeria kosher, poco lontano da una scuola ebraica, da un uomo incappucciato: ha ricevuto sette coltellate: tre alla schiena, una al braccio e tre al volto, dove i medici hanno riscontrato una ferita luna sette centimetri. Ricoverato in ospedale non è comunque in pericolo di vita.

Milano, un ebreo accoltellato in strada Indaga la Procura antiterrorismo

Il coordinatore del Trauma Center dell'Ospedale Niguarda, Osvaldo Chiara, ha riferito che l'uomo è stato sottoposto a un intervento di chirurgia plastica al volto per scongiurare lo "sfregio". L'uomo è vigile e parla e sarà presto ascoltato dalla polizia per ricostruire l'aggressione. Al momento dell'attacco, indossava gli abiti tipici della comunità ebraica. I testimoni all'esterno della pizzeria kosher hanno visto l'aggressore scappare subito senza proferire parole con rivendicazioni.

Fonti della comunità ebraica riferiscono che l'uomo ferito è genero di un rabbino di origini afghane in visita a Milano con la figlia. Dalla comunità, inoltre, esprimono grande preoccupazione e temono che il gesto possa avere una matrice razziale. A intervenire è stata la polizia.

Indaga la Procura antiterrorismo - L'inchiesta è stata presa in carico direttamente dal procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, che coordina il pool antiterrorismo e di contrasto ai reati cosiddetti politici. Gli inquirenti, prima di decidere per quale reato iscrivere il fascicolo e se contestare o meno l'aggravante di odio razziale, vogliono valutare attentamente le carte e gli accertamenti della Digos.

La polizia: "Nessuna evidenza di antisemitismo" - L'aggressione non ha comunque al momento evidenze che possano far pensare a una matrice antisemita, secondo i primi accertamenti della polizia che ha sentito tutti i testimoni presenti sul posto ricostruendo la dinamica dell'accoltellamento. Quello che si sa dell'aggressore, allontanatosi subito dopo il ferimento, è che non ha proferito parole antisemite o razziste, limitandosi a farfugliare qualcosa di simile a "ti ammazzo". L'uomo, che non parlava arabo, è stato visto allontanarsi da una donna che portava fuori il cane. Si sarebbe tolto il passamontagna mostrando capelli biondi e carnagione chiara.

Mattarella: "Raddoppiare la vigilanza" - Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha richiesto un "impegno a raddoppiare la vigilanza e la prevenzione, che è molto attenta, ma che va sempre costantemente rafforzata". La situazione, ha aggiunto, è "allarmante, come tutti i fatti di violenza e di sangue".

Comunità milanese ebraica: c'entra con l'Intifada dei coltelli - Il co-presidente della comunità ebraica milanese Milo Hasbani ha detto che l'aggressione può essere messa in relazione con l'intifada dei coltelli: "E' così - ha detto -, però non vogliamo pensare che sia una nuova forma di tiro al bersaglio". "Esprimo tutto lo sgomento della comunità ebraica per il ferimento del cittadino italiano di religione ebraica ferito a Milano. L'uomo fortunatamente non è grave - ha detto la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello -. Dobbiamo costatare che l'appello dell'Isis di colpire gli ebrei ovunque si trovino purtroppo sta facendo proseliti".

Condanna dagli islamici - Abdel Hamid Shaari, presidente dell'Istituto culturale islamico di Viale Jenner a Milano, ha espresso"una condanna senza se e senza ma di quanto accaduto a Milano. Come comunità chiunque viene aggredito ha la nostra solidarietà, se è ebreo ancora di più".

Pubblica sicurezza: "Più controlli" - "Intensificare la vigilanza e il controllo" in tutta Italia sui luoghi di culto e sugli obiettivi sensibili riferibili ad Israele e alla religione ebraica. E' quanto dispone una circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza diffusa durante la mattina.

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