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Imane Fadil, pm: "Nel sangue valori anomali di cadmio e antimonio"

Il procuratore capo di Milano: "Cʼè lʼipotesi di un avvelenamento ma non si esclude che la 34enne sia morta per una malattia rara"

Dagli esami del sangue di Imane Fadil, la modella 34enne teste chiave nel processo Ruby ter morta in circostante ancora poco chiare, sono stati rinvenuti valori anomali di cadmio e antimonio. Lo ha riferito il procuratore di Milano Francesco Greco che indaga sul decesso avvenuto l'1 marzo. Inoltre "vorrei smentire la chiacchiera che è uscita sui giornali che dice che i valori dei metalli trovati siano piuttosto bassi", ha aggiunto.

Greco ha quindi precisato che "l'antimonio nel sangue della ragazza, già lavato da diverse trasfusioni, ha dato il risultato di 3 e invece il range della tollerabilità è fino allo 0,2 e 0,22. Anche il cadmio urinario è stato rilevato al livello di 7, mentre la normalità è fino allo 0,3".

Accertata massiccia presenza di metalli pesanti - Il procuratore di Milano ha reso noto che le prime analisi condotte sul corpo di Imane Fadil hanno accertato la presenza massiccia di cinque metalli pesanti (cadmio, antimonio, cromo, molibdeno) in percentuali anche di 100 volte superiori rispetto a livelli standard. "I valori nel sangue sono meno significativi, perché il sangue è stato lavato due o tre volte perché ha fatto tantissime trasfusioni, mentre le urine sono più attendibili", ha spiegato il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio.

Certezze sulla morte di Imane solo dopo l'autopsia - Nella morte di Imane Fadil "non è esclusa anche la causa naturale, anche se tutti gli accertamenti svolti all'Humanitas non hanno riscontrato patologie", ha precisato Greco. Per avere una certezza sulle cause della morte, però, bisognerà attendere "l'esito degli esami autoptici" che verranno eseguiti tra giovedì 21 e venerdì 22 marzo. Prima sarà necessario effettuare alcuni test sugli organi interni per valutarne l'eventuale radioattività e poi l'esame autoptico con una serie di "precauzioni" tra cui la presenza di apparecchiature particolari a disposizione dei vigili del fuoco".

Ipotesi avvelenamento ma non esclusa la malattia rara - Secondo il procuratore di Milano, "c'è l'opzione sull'ipotesi di un avvelenamento ma non si esclude che Imane Fadil sia morta per una malattia rara. La priorità della Procura è accertare le cause della morte. I medici dell'Humanitas hanno cercato di seguire tutte le ipotesi possibili in base alla scienza medica e ad una ad una le hanno scartate trovandosi davanti a una situazione complessa che non sono riusciti a comprendere".

Dall'Humanitas nessuna comunicazione prima del decesso - Greco ha quindi spiegato che l'Humanitas non ha mai dato comunicazioni ai pm o alla polizia giudiziaria prima della morte della modella 34enne, che tra l'altro ai medici aveva parlato di un suo possibile avvelenamento. La notizia della morte è stata comunicata alla Procura dall'avvocato della giovane "che ha anticipato la comunicazione dell'ospedale".

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